Avellino, l’opposizione: “Al minimo sentore andiamo in Procura”

Parte della minoranza consiliare avvisa: "Cambia il nostro ruolo, dalle proposte passiamo al controllo"

di Marco Imbimbo Dal bilancio al Teatro, passando a «tutto quello che potrà capitare in questo anno che ci separa dalle elezioni». Parte dell’oppos

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di Marco Imbimbo

Dal bilancio al Teatro, passando a «tutto quello che potrà capitare in questo anno che ci separa dalle elezioni». Parte dell’opposizione serra i ranghi e avverte l’amministrazione Foti: «Da questo momento il nostro ruolo cambia, da quello delle proposte passiamo al controllo. Al minimo sentore di qualcosa che non va ci rivolgiamo alla Procura». Giancarlo Giordano e Francesca Di Iorio (gruppo Si può) insieme a Costantino Preziosi (gruppo La Svolta) lanciano il loro monito a giunta e maggioranza durante una conferenza stampa.

Preziosi è entrato a gamba tesa sui conti economici dell’ente e sulle tante anomalie riscontrate nei vari documenti finanziari: «Abbiamo presentato molte pregiudiziali in Aula, ma l’amministrazione le ha bocciate senza dire il perché. Intanto ci troviamo, sul rendiconto, con la relazione del tesoriere diversa da quella di Giunta e dirigente. C’è una relazione dei revisori dei conti in cui si dice che il Comune, nel 2016, non era tenuto a rispettare i parametri di ente strutturalmente deficitario, ma questo non è vero e ho invitato il sindaco a revocare questo parere». Problemi economici che si sono accumulati negli anni e, chi verrà l’anno prossimo, troverà una situazione peggiore: «In Consiglio hanno detto che non lasceranno debiti, ma non è vero – spiega Preziosi – ci saranno debiti da pagare, intanto le tasse aumenteranno. I bilanci del Comune non sono attendibili». Ad accorgersene è stata anche la magistratura con tanto di inchiesta in corso sui prospetti economici di qualche anno fa. «C’è anche un’inchiesta anche sul teatro, ma loro vanno avanti come se niente fosse».

Giordano ha attaccato la maggioranza anche per il modo di rapportarsi all’opposizione. «Quando saltano le regole e non c’è più dialogo o rispetto, è normale che si ricorra a terze figure, in questo caso la Procura. Lo dico a chi in maggioranza vuole ricandidarsi: state attenti perché non si scherza. Al solo odore di un abuso andiamo in procura. Non tolleriamo più niente». Il timore è che, a un anno dalle elezioni, possano essere attivate pratiche non proprio leali sulla ricerca del consenso. E in questo caso le attenzioni ritornano sul Teatro e i biglietti omaggio. «C’è stato un abuso – tuona Giordano – non si tratta di moralismo, a me non piacciono le sfide truccate. Anche gestire questa miserevole partita dei biglietti fa consenso. Noi, invece, la politica la facciamo senza imbrogliare». Sempre sul Teatro, Giordano ha invitato il presidente del Consiglio, Livio Petitto, a convocare una conferenza dei capigruppo subito dopo Ferragosto. «Il datore di lavoro del teatro è il Comune, quindi anche l’opposizione, non è del sindaco e la minoranza ha il diritto di dire la sua. Vogliamo capire se a settembre riaprirà. Inoltre leggiamo delle intenzioni del presidente del comitato di gestione, Caputo, di affidare il cartellone al teatro pubblico campano, per mancanza di tempo. Se non ha gli strumenti e il tempo per lavorare bene allora deve dimettersi. Se resta allora lavori bene». Sulla stessa linea anche Preziosi: «In passato avevamo già detto che il comitato non poteva insediarsi in assenza di indirizzi e linee guida. Inoltre è stato nominato un liquidatore, ma il consiglio non ha riconosciuto i debiti. Temo che la liquidazione del teatro non potrà avvenire».

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