Mensa, l’amarezza della Del Prete: “Sforzi enormi vanificati da un passato che ritorna”

Parla l'assessore: "Arrabbiata perchè i genitori tornavano ad avere fiducia nel nostro operato. Presto ora per dire cosa succederà"

“Più arrabbiata che demoralizzata”. Non un risveglio felice per Rossella Del Prete, assessore alle politiche per l’Istruzione a palazzo Mosti. Solo po

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“Più arrabbiata che demoralizzata”. Non un risveglio felice per Rossella Del Prete, assessore alle politiche per l’Istruzione a palazzo Mosti. Solo pochi giorni fa sembrava fatta: l’affidamento del servizio mensa alla Ristora, per quanto provvisorio, segnava il punto di ripartenza di una vicenda complicatissima. “Quella di ieri – racconta l’esponente della giunta Mastella – doveva essere la giornata della presentazione della ditta alla città. Tanti genitori avevano riacquistato fiducia. Il numero degli iscritti al servizio stava crescendo, eravamo arrivati a circa cinquecento utenze, tra studenti e insegnanti”.

Ci hanno pensato Tar e Consiglio di Stato a riportare tutti coi piedi per terra. Sospese le gare in corso, per il CdS il Comune deve ottemperare alla sentenza che affida a Quadrelle l’appalto quinquennale per il servizio mensa. “E’ presto per dire cosa succederà. Sul profilo tecnico, – aggiunge Rossella Del Prete – nelle prossime ore sono in programma riunioni con dirigenti e avvocati dell’Ente. Quanto al piano più prettamente politico, il sindaco ha dichiarato di voler attendere il 21 dicembre, quando il Tar si esprimerà sulla richiesta dei genitori di portare il cibo da casa.  L’unica certezza, al momento, è che i nostri sforzi – apprezzati dai genitori – continuano ad essere vanificati dalle decisioni della magistratura. Decisioni, ribadiamolo, legate a una gara bandita nel 2015 dalla precedente amministrazione. Lo ripeto perché sia chiaro: il problema non è il nostro lavoro ma il passato che ritorna. Per quanto ci riguarda, abbiamo messo in campo uno sforzo enorme. Tutti. Abbiamo esasperato il personale per giungere a un risultato positivo. Poi sono giunte queste sentenze e ci ritroviamo di nuovo in un vicolo cieco”.

Sul tavolo, dunque, resta la richiesta di Quadrelle: “Non discuto le ragioni di Quadrelle, riconosciute dalla giustizia amministrativa. Ma oggi rivendica un diritto che non possiamo più assicurare perché un Comune in dissesto non può chiudere un appalto di cinque anni. Inoltre la nuova apertura di credito concessa all’amministrazione dai genitori presentava una condizione: mai più Quadrelle”.

La delusione – conclude dunque l’assessore – è tutta qui: nel vedere mortificate le aspettative che si erano ricreate

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