Cassazione su Mastromartino, la rettifica degli avvocati delle parti civili

La lettera integrale dei legali Amodio e Giordano

Riceviamo e pubblichiamo:  Oggetto: Precisazione sulla richiesta di rettifica dell’Avv. Marcello D’Aiuto in relazione al processo penale nei c

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Riceviamo e pubblichiamo: 

Oggetto: Precisazione sulla richiesta di rettifica dell’Avv. Marcello D’Aiuto in relazione al processo penale nei confronti del sig. Mastromartino Michele definito dinanzi alla Corte di Cassazione II Sezione Penale all’udienza dell’11.01.2018.

Egregio Sig. Direttore,

i sottoscritti Avv. Silvestro Amodio nella qualità di patrono della costituita parte civile Vitolo Tiziano ed Avv. Alfonso Giordano nella qualità di patrono della costituita parte civile La Barbera Giuseppe, espressamente autorizzati dai propri rispettivi assistiti che sottoscrivono la presente per conferma e per ratifica, in riferimento alla rettifica dell’Avv. Marcello D’Aiuto relativa al processo indicato in oggetto, senza voler alimentare superflue polemiche dalle quali si prendono le dovute distanze,  formulano una doverosa precisazione in ossequio al dovere deontologico di dignità e di decoro professionale per riportare  con equilibrio la vicenda nei canoni della reale veridicità e della puntuale  autenticità  per la tutela di una corretta, trasparente ed obiettiva informazione nel rispetto della collettività di Salerno e della Sua redazione, che svolge un pregevole ed utile servizio, nonché dei lettori della Sua lodevole testata:

           Preliminarmente,  si rappresenta che l’Avv. Marcello D’Aiuto, firmatario della rettifica avanzata e pubblicata in data odierna sulla Sua testata è stato difensore del sig. Michele Mastromartino solo nel secondo grado svoltosi dinanzi alla Corte di Appello di Salerno, mentre nel processo dinanzi alla Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione nell’avviso di fissazione udienza notificato in data 18.10.2017 figurava come difensore  soltanto l’Avv. Giovanni Clemente.

          Inoltre, nella pubblica udienza celebratasi in data 11.01.2018 dagli atti è emerso che il difensore del sig. Mastromartino Michele è il padre dell’Avv. Marcello D’Aiuto, ovvero l’Avv. Loreto D’Aiuto, che ha delegato un collega per patrocinare il proprio assistito depositando anche memoria difensiva con due allegati, mentre l’Avv. Marcello D’Aiuto è stato solo presente tra il pubblico dell’Aula di udienza dove vi  erano anche i sigg.ri Vitolo Tiziano e La Barbera Giuseppe. Di conseguenza, l’Avv. Marcello D’Aiuto, pur non risultando dinanzi alla Corte di Cassazione quale difensore del sig. Mastromartino Michele ed essendo presente in aula tra il pubblico, ha ascoltato prima la relazione del Consigliere Dott.ssa Cervadoro, poi la requisitoria del Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, infine le discussioni dei patroni di parte civile e del collega delegato dal padre Avv. Loreto D’Aiuto.

          Pertanto, quanto riportato nell’articolo pubblicato dalla Sua redazione corrisponde integralmente al dispositivo statuito dalla Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione  Presidente Dott. Davigo.

        Del resto, con la Sua nota solerzia è stato anche evidenziato nel suddetto articolo che il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Salerno con provvedimento del sostituto Dott. Ersilio Capone in data 12.01.2017 aveva rigettato la richiesta di impugnazione ex art. 572 cpp  agli effetti penali della sentenza della Corte di Appello di Salerno.

        Per cui, nessuna notizia fuorviante è stata pubblicata in quanto è stato  fedelmente riportato il dispositivo della Suprema Corte che in accoglimento del ricorso ai sensi e per gli effetti dell’art. 576 cpp presentato dai sigg.ri Vitolo Tiziano e La Barbera Giuseppe ha “annullato” la sentenza della Corte di Appello di Salerno “con rinvio al Giudice per valore in grado di Appello per la quantificazione dei danni alle parti civili” anche in ordine alle spese dei due gradi di giudizio (Corte di Appello e Corte di Cassazione), in attesa delle motivazioni della sentenza.

             Orbene, le sentenze a seconda degli esiti alterni non si discutono e non si commentano mai, ma si rispettano!

 Tanto in ossequio al principio della verità che ha sempre contraddistinto il lavoro dei Magistrati, degli Avvocati, delle Parti Processuali e degli Organi di Informazione nei rispettivi ruoli.

Nel rispetto del principio che tutti possono esprimere liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione, senza alcuna alterazione e senza alcuna distorsione della verità,  La invitano a pubblicare la precisazione mediante un comunicato che abbia la stessa rilevanza.

Con l’occasione si porgono i più cordiali saluti.

Salerno, 12.01.2018

Avv. Silvestro Amodio  Avv. Alfonso Giordano

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