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Sant’Agata de’ Goti, c’è una proposta per cambiare il nome dell’ex Cinema Italia

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Sant’Agata de’ Goti – L’ex  Cinema Italia entra nell’elenco dei beni di “particolare importanza” del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, e adesso c’è anche una proposta per cambiarne il nome in “Nuovo Cinema Italia”.

“Cinema Dopolavoro Clino Ricci”, così si chiamava la prima sala cinematografica allocata all’interno del complesso del Palazzo del Banco di Napoli, quello che si erge lungo via Roma, all’altezza di piazza Umberto I. Nome che nel 1943 fu cambiato in “Cinema Italia”. Una storia, quella della sala cinematografica che si interrompe però nel 1984, quando Sant’Agata perde il suo cinema e la sala resta abbandonata a se stessa.

Una storia che però riparte nel 2011, quando l’amministrazione Valentino inaugura la nuova sala, recuperata e ristrutturata, con la location che torna ad essere al centro della vita cittadina ospitando negli anni le più svariate manifestazioni.

Adesso che la struttura è stata riconosciuta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, che ha dichiarato la sala bene di interesse particolarmente importante ai sensi dell’art. 10 (comma 3, lettera d) del D.Lgs. 42/2004, arriva la proposta del consigliere comunale con delega alle Politiche per la Cultura, alla Valorizzazione e Promozione del Centro Storico e alla Protezione Civile, Giannetta Fusco.

Al sindaco Carmine Valentino e ai competenti degli organi di governo della città, Fusco ha chiesto di prendere in considerazione la possibilità di effettuare un cambiamento nel nome che identifica la sala “Ex Cinema Italia” in “Nuovo Cinema Italia”.

Il procedimento di dichiarazione dell’interesse particolarmente importante della sala ex Cinema Italia – ha così argomentato la Fusco – vuole assicurarne la conservazione e la valorizzazione che merita per il ruolo storicamente svolto nello sviluppo culturale della città di Sant’Agata de’ Goti e del territorio.

Allo stesso tempo, va sottolineato che la conservazione storico-artistico-culturale rappresenta anche uno strumento che può consentire di accedere a nuove opportunità di valorizzazione e promozione del bene culturale. Sarebbe dunque auspicabile anche un cambiamento della denominazione di questa importante sala che rappresenta e conserva una parte considerevole della storia di questa città”.