“Ho dovuto imparare a nascondermi in questi mesi. Ho recitato il ruolo dell’autista del finto camorrista. Ora sono stato scoperto e ho dovuto sospendere il lavoro giornalistico che stavo facendo“. Così, nel corso della conferenza stampa convocata questa mattina nella sede napoletana del quotidiano on-line Fanpage, il giornalista Sacha Biazzo, autore dell’inchiesta durata cinque mesi sugli appalti nel settore del trasporto e dello smaltimento dei rifiuti in Campania, che ha portato ieri la Procura di Napoli a perquisire, tra gli altri, gli uffici del consigliere regionale di Fratelli D’Italia – Alleanza Nazionale, Luciano Passariello, della Sma Campania, società in house della Regione Campania impegnata nelle bonifiche ambientali, e di Roberto De Luca, assessore comunale a Salerno e figlio del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.
Per l’inchiesta, durata cinque mesi, hanno spiegato il direttore di Fanpage Francesco Piccinini e il giornalista Sacha Biazzo, è stato ingaggiato l’ex boss Nunzio Perrella, chiamato ad infiltrarsi nel business dei rifiuti, proponendosi a politici e imprenditori. Perrella, si vede nel video pubblicato da Fanpage, avrebbe incontrato a Roma una persona vicina a Passariello, presentato come il riferimento politico più adatto a interloquire con la Sma, il quale avrebbe chiesto in cambio un sostegno elettorale il consigliere regionale, candidato di Fdi alla Camera nel collegio di Secondigliano. Stando al video, Perrella ha incontrato Agostino Chiatto, collaboratore di Passariello e dipendente della Sma, nella stanza del direttore della società Lorenzo Di Domenico.
Il 5 gennaio 2018 l’ex boss avrebbe poi incontrato il segretario del consigliere regionale, il quale avrebbe scritto su un foglietto le percentuali delle tangenti da pagare a politici e dirigenti della Sma: su un affare da un milione di euro, alla politica ne sarebbero spettati 170mila. Secondo quanto risulta dalle immagini, il segretario, davanti a una telecamera nascosta, avrebbe dichiarato che Passariello era al corrente di tutto e che, candidandosi alla Camera, aveva “bisogno di soldi“.














