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‘Facciamo un pacco alla camorra’, l’impegno di Libera: “Rompiamo il muro del silenzio”

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Benevento “Facciamo un pacco alla c”amorra”. Si è svolta oggi presso la parrocchia dell’Addolorata l’iniziativa promossa dal Comitato don Peppe Diana e dall’associazione Libera.

Un pomeriggio intenso e carico di valori, quello vissuto oggi, ma anche di impegno, considerate le tante sollecitazioni a contrastare la malavita giunte nel corso dell’iniziativa. Presenti anche il procuratore capo Aldo Policastro, il questore Giuseppe Bellassai e il comandante dei Carabinieri Alessandro Puel.

Obiettivo del progetto è costruire una filiera produttiva etica, capace di trasformare i luoghi confiscati alla camorra in ambienti di legalità e dal forte impatto sociale. Il tutto, favorendo l’inserimento lavorativo in azienda oppure il recupero terapeutico di soggetti socialmente deboli e svantaggiati.

“Facciamo un pacco alla Camorra” vuol dire rispondere, in maniera anche ironica, alla violenza della malavita organizzata, a cui si prova a restiture una fregatura dopo i tanti, troppi, danni subiti. L’appuntamento è ormai una consuetudine fissa per Libera

Rompiamo il muro del silenzio perchè è nel silenzio che loro fanno i propri affari” – ha spiegato Michele Martino, coordinatore di Libera Benevento. E puntuale è arrivata una stoccata al mondo politico: “La mafia si sconfigge nelle aule parlamentari, con leggi giuste chiare. Il decreto sicurezza non va in questa direzione. Pensare che i beni confiscati alla criminalità organizzata possono essere venduti ad un pubblico indistinto vuol dire dare alla malavità la possibilità di rientrare in possesso, tramite prestanomi, di quanto gli era stato sottratto”.

E da Martino è arrivata anche una richiesta di chiarezza rispetto all’uso dei beni confiscati presenti nella città capoluogo: “Cosa vogliamo farne? Lasciarli all’abbandono o valorizzarli mettendoli a servizio della comunità?”.

Una sollecitazione, quella rivolta alle istituzioni a fare di più in tema di riutilizzo dei beni confiscati, ribadita pure dal procuratore Policastro che ha voluto ricordare la figura di don Peppe Diana.

A concludere la manifestazione, le testimonianze di Francesca Mandato, presidente dell’Azione Cattolica della Santissima Addolorata, e i “Petali di speranza” curati da Maria Mongillo del Clan Gruppo scout Benevento 2 e del capo scout Stefano Di Rubbo.