Benevento – La Cgil passa all’attacco di Poste Italiane. Nel corso di una conferenza stampa, la prima del neo segretario provinciale Luciano Valle, il sindacato di via Leonardo Bianchi ha denunciato presunte gravi irregolarità di Poste Italiane nella gestione dei rapporti di lavoro, nonché nel rispetto delle norme sulla sicurezza dei posti di lavoro.
Luciano Valle, unitamente a Giseldo Rossi e Giovanni Romano ha dichiarato che alcuni dipendenti lavorerebbero ben più delle 7 ore e mezza al giorno contrattualmente previste, fino ad oltrepassare anche le 10, che sarebbero il massimo consentito, e toccare persino le 13 ore e trenta. Infatti proprio Rossi ha denunciato che vi sarebbero dipendenti che non staccherebbero mai dal proprio posto dalle 7 del mattino alle 20.30. Inoltre, sempre il sindacato, ha riferito che alcune delle strutture che ospitano Uffici postali, o servizi ad esso connessi, non sarebbero a norma: sebbene non siano state date precise indicazioni, sarebbe chiaro, in particolare, il riferimento alla struttura di via dei Longobardi, dove viene effettuato lo smistamento della corrispondenza e dove non vi sarebbe rispetto per i requisiti minimi di sicurezza. Per questa vicenda in particolare, Valle ha dichiarato di aver chiamato in causa l’Asl che, tra i propri compiti, ha anche quello di effettuare questo tipo di verifiche. Ma Valle ha anche minacciato di presentare una denuncia all’Ispettorato del Lavoro per la vicenda del surplus di orario di lavoro da parte di alcuni dipendenti. La questione già di per sè assai pesante, sarebbe aggravata dal fatto che Poste Italiane, ha sottolineato Valle, è una Società per azioni a prevalente capitale pubblico. Peraltro il sindacato ha dichiarato che l’Azienda si rifiuterebbe di intrattenere corretti rapporti di dialogo, che da oltre 15 mesi, a quanto ha dichiarato Valle, starebbe cercando di avviare un confronto, che non sarebbe mai stato concesso. Ad introdurre la Conferenza proprio il segretario che ha denunciati che la situazione va avanti dal novembre 2017 e che risposte da parte di Poste Italiane siano stata evasive o addirittura assenti. Romano ha attaccato: “Ci sono dipendenti che lavorano dodici ore al giorno o persone con contratto a tempo indeterminato che, per paura o per ricatto, lavorano anche nel fine settimana. E’ uno sfruttamento che non possiamo permettere. Loro si vantano di essere leader in Italia e nel mondo e poi utilizzano cosi i dipendenti”. Romano ha infine sottolineato: “il servizio è morto. Dicono che non ci sia posta e che non riescano a consegnare. E’ un fatto gravissimo ma l’Azienda non ci ascolta”.















