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Nastri Gialli contro il degrado, Confindustria esorta le istituzioni a muoversi

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Benevento – Non c’è voglia di fare polemiche strumentali, c’è invece voglia di sollecitare chi di dovere a rimettere in moto i cantieri e l’economia nazionale. Questo il senso della campagna di comunicazione “Nastri gialli” che Confindustria propone a livello nazionale e parte da Genova  e che ha coinvolto anche il Sannio.  Il Presidente dell’Ance del Sannio, Mario Ferraro, nel presentare la manifestazione presso la sede degli Industriali a piazza Colonna del capoluogo beneventano, ne ha sottolineato più volte lo spirito che vuole essere costruttivo e propositivo pur nella sua forza di denuncia.

La manifestazione consiste nella segnalazione, mediante passamano biodegradabili di colore giallo i cantieri bloccati, scuole fatiscenti, voragini sul manto stradale, opere pubbliche incompiute. Ferraro ha elencato una serie di emergenze sul territorio che sono penalizzanti la ripresa delle attività economiche in Città e Provincia e costituiscono peraltro un colpo alla stessa qualità della vita del territorio sannita. Due gli esempi di carente infrastrutturali che il Presidente dei costruttori locali ha voluto sottolineare: la Ferrovia Benevento–Napoli via Valle Caudina e la mancanza del depuratore.

L’asse di trasporto su rotaia, ha attaccato Augusto Genovese del Comitato pendolari della Valle Caudina, presente questa mattina alla Conferenza: è vetusto da talmente tanto tempo che le denunce a questo riguardo, risalgono già a decine di anni or sono: “Una tratta ad un solo binario, che avrebbe bisogno di un totale rifacimento strutturale, che si serve di materiale rotabile obsoleto, sta vivendo in questo ultimi giorni un ulteriore capitolo negativo. Il deragliamento, fortunatamente senza feriti, avvenuto a metà strada tra le due fermate cittadine della Stazione Appia e della Stazione Centrale di un vagone, ancora non si è concluso perché il binario non è stato del tutto liberato dal vagone deragliato. E questo provoca gravissimi disservizi per i pendolari che devono raggiungere il capoluogo partenopeo.”

La mancanza del depuratore in città, poi, ha sottolineato Ferraro, oltre a creare gravi conseguenze sull’ambiente, produce anche danni economici in quanto non è possibile attivare nuove attività commerciali proprio per la mancanza di questa fondamentale opera. E’ ovvio che questa situazione suscita grave allarme tra gli industriali locali. Ferraro ha peraltro osservato che nel secondo trimestre dell’anno il Pil è crollato allo 0,2% e dunque il nostro Paese è in recessione. L’economia è ferma: se i cantieri non si sbloccano per davvero per tante opere pubbliche ferme al palo non c’è verso di far ripartire il Paese. Ferraro ha lanciato dati allarmanti: “Negli ultimi ultimi anni  abbiamo perso 120 mila imprese e 620 mila posti di lavoro. Una perdita molto importante per il nostro paese”.