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Tecnologie e monitoraggio, strumenti necessari per il controllo delle dighe

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Benevento – “La risposta sismica delle dighe: osservazioni e previsioni. Diverse realtà a confronto”. E’ stato il tema del workshop organizzato nella Sala Rossa di Palazzo San Domenico. Un momento di confronto tra diverse realtà che operano nel settore delle dighe. Presente questa mattina anche Claudia Russo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Direzione Generale Dighe). Il territorio italiano conta più di 500 grandi opere in esercizio, di cui il 60% ha già ampiamente superato i 50 anni di attività. Occorre puntare su tecnologie di monitoraggio e di controllo e metodiche computazionali che possono fornire strumenti tecnici e scientifici adeguati allo scopo di prevenire possibili decadimenti dei livelli di sicurezza. Sensibilizzare quindi la società a problematiche importanti, come il rischio sismico e ricerca di nuove tecnologie.

Presente il Rettore uscente Filippo De Rossi che ha sottolineato l’importanza di questa giornata di studio e analisi. Claudia Russo, ingegnere che opera al Ministero delle Infrastrutture, ha sottolineato: “Puntiamo al controllo delle grandi dighe, e a una vigilanza attenta. Si parte dalla progettazione fino alla costruzione, per poi puntare agli invasi sperimentali, fino ad arrivare addirittura alla dismissione della diga“.

La dirigente ha sottolineato come la collaborazione sia molto forte con le amministrazioni, i privati e i concessionari: “Attualmente stiamo puntando ad una grossa opera di riqualificazione delle dighe esistenti, con nuove verifiche sismiche e idrogeologiche“. 

L’ingegnere ha assicurato che gli investimenti ci sono: “Il Ministero li ha effettuati, per portare a termine invasi sperimentali di dighe. Molte di queste nel Mezzogiorno, infatti, non hanno completato la fase sperimentale. Ci sono fondi per completare la progettazione e revisione di questi progetti”.