di Marco Imbimbo
Il sindaco Foti ha annunciato la volontà di acquisire dall’Azienda Moscati la struttura abbandonata di viale Italia. Una decisione che, però, rischia di riservare brutte sorprese. La volontà è trasferirvi il Tribunale, idea ambiziosa e non di facile realizzazione. Il presidente dell’ordine degli avvocati di Avellino, Fabio Benigni, ha più volte sottolineato le difficoltà di un’operazione del genere. Già nel 2013, l’allora procuratore Di Popolo, accompagnato proprio da Benigni e dal presidente del Tribunale, bocciarono questa ipotesi in seguito a un sopralluogo presso l’ex Moscati. Problemi burocratici e amministrativi, uniti ai tanti lavori (e quindi soldi) necessari per trasformare un ospedale in tribunale, portano i vertici di palazzo di Giustizia a definire come “non fattibile” il trasferimento.
Stessa posizione assunta da Massimo Passaro, avvocato e portavoce del comitato “Cittadini in movimento”. «La struttura sanitaria, da un punto di vista ingegneristico, è progettata in maniera diversa da un tribunale. Inoltre parliamo di uno stabile vecchio e non sappiamo neanche se è a norma da un punto di vista antisismico. Insomma il Comune vuole acquisire una proprietà e ri-adattarla a tribunale, rischiando di investire il doppio dei soldi che servirebbero per realizzare una cittadella giudiziaria nuova e ben fatta».
In città non si risparmiano proposte sul riutilizzo dell’ex Moscati, come nel caso del comitato “Avellino Rinasce” che si pone come obiettivo il recupero della struttura di viale Italia per rivitalizzare una zona che, dopo la chiusura dell’ospedale, continua a vedere attività commerciali abbassare le saracinesche. Il comitato ha già presentato una petizione, con oltre 4000 firme per chiedere il trasferimento degli uffici Asl dislocati sul territorio. «L’Asl paga 640 mila euro all’anno in fitti – ha spiegato la portavoce Tiziana Guidi. Spostandosi nell’ex Moscati ci sarebbe un risparmio, ma soprattutto verrebbero accorpati tanti uffici offrendo un migliore servizio agli utenti e potrebbero nascere anche sportelli nuovi».
Dall’altro lato, però, l’Asl di Avellino non sembra convinta della soluzione. E il motivo è sempre lo stesso: i soldi necessari per rimettere a nuovo uno stabile abbandonato da anni. Secondo uno studio di fattibilità redatto dagli uffici di via degli Imbimbo servirebbe un investimento di almeno 6 milioni di euro. Di fronte a questa cifra l’Asl ha già fatto sapere di non essere interessata allo stabile.
Altra bocciatura, insomma, e questa volta arriva da una struttura sanitaria. Molto più complesso sembra, invece, il trasferimento del Tribunale che richiederebbe lavori ancora più importanti per trasformare un ospedale in un palazzo di Giustizia.
Il rischio, quindi, è che la decisione del sindaco Foti possa rivelarsi un boomerang pericolosissimo perschè, se dovesse andare in porto lo scambio di proprietà con l’azienda Moscati, il Comune si ritroverebbe con uno stabile abbandonato che necessita di investimenti importanti per essere rimesso a nuovo per poi non sapere cosa farsene. Insomma, considerati i già tanti mostri di cemento in possesso del Comune e per i quali l’ente non ha soldi per rimetterli a nuovo, prima di acquisirne un altro andrebbe capito cosa farsene.














