mercoledì, Settembre 23, 2026
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Biogem ospita il premio Nobel per la chimica Kurt Wuthrich

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Ariano Irpino (AV) – Si è aperto oggi il meeting su “Le Due Culture” organizzato dalla Biogem ad Ariano Irpino, di cui è presidente Ortensio Zecchino . Ospite di questa edizione il premio Nobel per la Chimica del 2002,  Kurt Wuthrich ( nato ad Aarberg  in Svizzera nel 1938),  che ha dedicato questa prima giornata ad incontrare e a confrontarsi con la comunità scientifica di Biogem . Prima di tenere domani la sua relazione, l’illustre lumiare ha concentrato la sua attenzione sull’attività dell’Istituto di Ricerca visitando i laboratori e intrattenendosi con i ricercatori . Particolarmente interessante il confronto con gli ospiti della struttura.

«Il messaggio che spero di aver lanciato a questa nuova generazione di ricercatori- ha detto il professore Wuthrich –  è molto semplice: per fare veramente ricerca e per raggiungere il successo è necessario sottoporsi ad un lavoro duro e impegnativo. Il successo non è mai immediato, come chi riesce a fare gol  in una partita con la Juventus o il Milan». Partendo da questa metafora sportiva,  il premio Nobel per la Chimica del 2002, ha subito fatto capire alla comunità scientifica locale quanto sia irta di difficoltà la strada della ricerca  D’altra parte basta fare riferimento alla sua lunga carriera. Ha studiato chimica, fisica e matematica all’università di Berna, prima di iniziare il dottorato con Silvio Fallab presso l’università di Basilea, titolo che ha conseguito nel 1964. Dopo il dottorato ha lavorato ancora con Silvio Fallab, trasferendosi poi all’Università della California, a Berkeley, dove ha collaborato con Robert E. Connick. In seguito  ha lavoratocon Robert G. Shulman presso i Bell Telephone Laboratories a Murray Hill, New Jersey dal 1967 al 1969. Wüthrich è tornato in Svizzera, a Zurigo, nel 1969 cominciando la sua carriera all’ETH e  diventando professore di biofisica nel 1980. Il contributo dato agli studi  della nascente risonanza magnetica nucleare gli è valso, nel 2002,  il premio Nobel  “per lo sviluppo della spettroscopia tramite risonanza magnetica nucleare per lo studio di macromolecole tridimensionali di interesse biologico in soluzione”.

«Da allora – ha sostenuto il Nobel – mi sono impegnato ancora di più per estendere le attività che già svolgevo , sia attraverso l’insegnamento che la ricerca: in Corea, in Cina e adesso anche in Brasile. Qui ci sono laboratori che continuano ad andare avanti tra risultati abbastanza positivi. Da parte mia c’è l’intento di non fermarmi ancora». Per Wuthrich anche Biogem può assurgere al ruolo di  grande struttura di ricerca. Per una ragione molto semplice: il suo spettro di azione è vasto; può aspirare a trasformarsi in punto di riferimento per una più vasta comunità scientifica. «Per me – ha precisato – la visita ad Ariano Irpino si è già trasformata in occasione di grande importanza. Anche per mia moglie che mi accompagna in questo meeting. Non ero mai stato qui, neanche in questa parte dell’Italia. Avevo una conoscenza superficiale di ciò che si poteva fare. Adesso la mia impressione è cambiata. Sono molto interessato a ciò che si fa e a come si fa. Tutto è bene organizzato. Spero di poter dare buoni consigli ».

E alla domanda  su se  la ricerca nel mondo ha bisogno di nuove frontiere ha risposto: «Tutto dipende dalle discipline che si intendono studiare e approfondire. Certo l’evoluzione delle cose è così rapida da determinare necessariamente  intese tra scienziati; c’è sempre una massa di dati e scoperte che andrebbero esaminate in sinergia.  I premi Nobel hanno, però,  anche un altro compito ha concluso – raccordarsi per operare per la ricerca e  la pace tra i popoli, anche se non sempre l’evoluzione della scienza è a favore della pace. In particolare i premi Nobel per la Pace sono chiamati a relazionarsi con il mondo proprio per favorire i rapporti tra i popoli».