Avellino -Il senatore Enzo De Luca lascia il direttorio, si schiera dalla parte dei circoli e chiede chiarezza sulle tessere in vista del congresso del 29 ottobre. Lo ha annunciato questa mattina in una conferenza stampa nella sede Pd di via Tagliamento. Nell’ufficio politico restano i deputati Valentina Paris e Luigi Famiglietti e la presidente del Consiglio regionale Rosetta D’Amelio.
Parole durissime contro il caos che si è verificato durante le ultime iscrizioni. «Sono rimasto senza parole ascoltando l’altro giorno i circoli a confronto con il commissario David Ermini». I segretari si sono lamentati delle limitazioni alle iscrizioni imposte e poi non rispettate e soprattutto hanno denunciato una scalata alla segretaria del Pd. «Il mio ruolo politico e la mia storia mi imponevano di prendere posizione.
Ho fatto il possibile per cercare di far celebrare nel rispetto delle regole il congresso straordinario a luglio. Chi vuole iscriversi deve farlo in modo trasparente: ci deve mettere la faccia ma facciamo chiarezza. Porte e finestre aperte. Fino ad oggi ci sono state troppe ambiguità, una gestione spregiudicata da parte di alcuni. Il partito non è una Spa. Vedo ladri di Pisa, saltelli e balletti. Qualcuno ha cambiato idea lunga la strada da Napoli a Roma. Trasformismo e opportunismo non possono essere tollerati. Nominati non ce ne possono essere».
La resa dei conti per De Luca è rimandata alle Politiche di primavera: «Le primarie ripristineranno il senso vero della rappresentanza».
Di seguito il testo della lettera indirizzata a Lorenzo Guerini, coordinatore segreteria Pd
e Assunta Tartaglione, segretario regionale Pd.
“I miei crescenti impegni istituzionali presso la Regione Campania alla guida dell’Osservatorio sulla Gestione dei Rifiuti, le responsabilità politiche nella Segreteria del Pd della Campania, alla vigilia di snodi delicati e cruciali che condurranno alle elezioni politiche, mi impongono da tempo le dimissioni dal Comitato di reggenza, che da circa venti mesi supplisce alla assenza di organismi dirigenti regolarmente eletti. Venuta meno la possibilità di celebrare il Congresso in estate, per valutazioni e decisioni maturate nei livelli nazionali del partito, l’imminente assise consentirà finalmente di ristabilire la prassi democratica, restituendo la parola agli iscritti, che liberamente potranno esprimere un nuovo autorevole gruppo dirigente, attrezzando il partito irpino al meglio per affrontare la difficile sfida elettorale che attende il Pd ad Avellino, nel Mezzogiorno e nel Paese. A questo punto ritengo possibile lasciare quello che a livello mediatico è stato definito il direttorio, considerando conclusa la sua funzione di ponte tra due fasi.
Per il Partito Democratico irpino è arrivato il momento del rilancio, uscendo dall’emergenza. Non intendo assolutamente sottrarmi alla mia parte di responsabilitá nel percorso che attende ciascuno di noi, in coerenza con un impegno nel Pd mai venuto meno fin dalla fondazione, soprattutto nei momenti più difficili, come nei primi mesi del 2008 quando fu scongiurata in Irpinia una scissione. Sosterrò e supporterò il Commissario per il Tesseramento e il Congresso inviato da Roma per assicurare regolarità, trasparenza e tempestività a tutte le fasi procedurali, sgombrando il campo da ombre. L’auspicio è che siano fatte rispettare le regole al di là di ogni possibile dubbio o strumentalizzazione, in una fase in cui è imperativo dare certezze al nostro elettorato e all’opinione pubblica sulla affidabilità di una forza politica in campo anche ad Avellino e in Irpinia per cambiare con l’Italia il Mezzogiorno e le zone interne. Gli iscritti e i Circoli rappresentano il patrimonio più prezioso per un partito che fonda sulla partecipazione e la democrazia la propria ragion d’essere. Occorre aprire le porte a tutti, ma nella consapevolezza che solo in un contesto normativo e procedurale chiaro e trasparente si potrà offrire un futuro al Pd e alla politica.
Condizione indispensabile è giungere ad una ratificata e certificata anagrafe degli iscritti, offrendo al Congresso una platea insindacabile, frutto esclusivo del regolamento, per scongiurare ulteriori ricorsi e ritardi. Va garantita la tempestiva celebrazione dell’assise al riparo da ombre e dubbi di illegalità, i cui precedenti in Campania non appartengono alla tradizione del Pd in provincia di Avellino. Sono certo che David Ermini saprà assicurare al Congresso le condizioni di agibilità necessarie, difendendo e garantendo i diritti degli aderenti al nostro partito, che attende da troppo tempo l’uscita dalla gestione straordinaria. Formulo a lui i migliori auguri di buon lavoro, interpretando il sentimento di ogni Democratico irpino”.














