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Mastella, difesa e attacco: “Azzeccagarbugli, diffamatori e piccoli uomini”

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Benevento – “Ieri sera abbiamo iniziato “Città spettacolo”. Sia da Veronesi, vincitore dello Strega, che da Salemme il comportamento è stato ineccepibile. Voglio ricordare ad alcuni esperti del diritto e del rovescio che la mascherina obbligatoria e tenuta a difesa sanitaria, come è stato, elimina ogni ipotesi di assembramento. Qualche azzeccagarbugli locale e diffamatori politici di professione la pensano diversamente? Si tratta di piccoli uomini che non riuscendo ad imporsi politicamente contro di me, aspettano e sognano eventuali passi falsi“, parole e musica di Clemente Mastella.

Il sindaco di Benevento ha dato libero sforo al proprio pensiero sui social, arrivando a interrogare questi “piccoli uomini“. “Dove erano quando io ero tra la mia gente e ci siamo difesi dal virus con una collaborazione umana ed istituzionale?? Dove erano quando io consegnavo mascherine gratis a tutta la città? Dove erano quando io donavo agli ospedali della città, tramite i miei amici e partecipe io stesso, 200 caschi pneumologici e 4 super-ventilatori?“.

Domande che attendono ora una risposta, prima di un altro affondo da parte del primo cittadino beneventano. “Sembrano essere interessati alla salute delle persone, sono ipocritamente interessati, invece, a recuperare un consenso politico che gli sfugge da anni contro di me. Io sto tentando, con coraggio responsabile, di guidare la mia comunità verso una normalità che vedrà, in attesa del vaccino, le nostre azioni quotidiane purtroppo combinate al virus, oggi più leggero, ma ancora tra noi“, ha proseguito e concluso Mastella, “lo si combatte come ieri sera con la mascherina da tenere sempre e con la profilassi del gel e del lavaggio delle mani. Se così non è occorre distanziarsi. Faccio presente a questi censori del nulla che basta sfogliare le pagine dei giornali nella parte culturale, zona a loro sconosciuta, per rendersi conto che in tutta Italia ed in tutta le città si fanno e si stanno facendo iniziative come le nostre“.