“Con questa delibera – spiegano i due assessori – diamo seguito a quanto è nel Dna di Aversa, città accogliente ed inclusiva, ed aggiunge un tassello a quanto l’Amministrazione comunale si prefigge in termini di iniziative tese a favorire l’inclusione sociale. L’assenza di una fissa dimora è causa primaria di esclusione sociale, in quanto il soggetto in tale condizione è di fatto privo di alcun domicilio. Allo status di cittadini senza fissa dimora sono connesse infatti diverse problematiche, prima fra tutte quella legata all’assistenza sanitaria”.
Chi finisce per strada e, quindi, si ritrova ad essere senza fissa dimora deve affrontare, oltre a problemi di natura economica e pratica, una serie di privazioni dal punto di vista normativo. In primis perdere la propria residenza. E questo significa perdere anche una serie di diritti legati dalla legge alla residenza di un cittadino: il diritto alla salute (chi è senza fissa dimora può ricevere prestazioni solo dal Pronto soccorso), il diritto a rinnovare la propria carta d’identità o ad aprire una partita Iva, il diritto a qualsiasi tipo di prestazione previdenziale, anche se chi è senza fissa dimora ha lavorato per più di 40 anni pagando regolarmente i contributi. Infine, essere senza fissa dimora comporta anche perdere il diritto al voto.
Mena Grimaldi











