Non hanno alcuna firma le lettere di licenziamento ricevute da una parte dei lavoratori delle cooperative sociali, i cui presidenti sono stati colpiti dall’inchiesta giudiziaria che ha bloccato il sistema di affidamento ed appalto dei lavori, con il divieto di dimora nel comune capoluogo. L’indagine giudiziaria bloccato il lavoro di circa 150 persone. L’assenza di una firma dei vertice è una delle motivazioni che fa pensare ai lavoratori che le lettere non abbiano alcun valore. Nel documento, oggi sbandierato dai dipendenti nell’ennesimo presidio sotto i portici del Comune di Salerno, si legge che il licenziamento è giustificato dalla cessazione e/o sospensione definitiva dell’appalto con il Comune di Salerno, “verificata l’impossibilità di impiegare i lavoratori in altre posizioni all’interno dell’organico aziendale”. La convocazione in prefettura per la procedura di raffreddamento sembra in questo momento l’unica via d’uscita per indicare una possibile prospettiva per i lavoratori. Ci sono molti dubbi da chiarire, come quello, per esempio, che consente ad una parte di loro che ancora operano nella manutenzione dei parchi pubblici come quello situato nell’area ex Salid di prestare ancora la loro opera. Ad esprimere preoccupazioni per la manutenzione dei parchi, facendo tra l’altro riferimento proprio alla giornata che oggi non appare clemente sul fronte metereologico, è stato Angelo Rispoli, segretario della Fia del che è un presidio a pochi passi dal comune con i lavoratori del settore igiene urbana. Per Rispoli le due vertenze hanno un filo comune che è appunto il rispetto della clausola sociale che consente il passaggio dei lavoratori da un’impresa all’altra in caso di difficoltà come quella registrata dalle cooperative.














