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Scuola, il Tar ‘boccia’ De Luca: esulta il Coordinamento Genitori

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Il Tar ha bocciato le ordinanze sulla scuola emesse in questa lunga emergenza Covid dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Una notizia che già fa discutere e a intervenire, nel Sannio, è il coordinamento dei genitori per la scuola. Scrive il Comitato:

“Il Coordinamento Genitori per la Scuola di Benevento, nel prendere contezza dei provvedimenti emessi dalla Quinta Sezione del TAR Campania – Napoli in relazione ai due ricorsi presentati dai genitori degli alunni delle scuole elementari, medie e superiori e dal Codacons, nel gennaio e febbraio 2021 avverso le Ordinanze del Presidente De Luca di chiusura generalizzata delle scuole, esprime massima soddisfazione per la dichiarazione di illegittimità di detti provvedimenti.
Ed infatti, come più volte sostenuto dallo scrivente Coordinamento, le Ordinanze Regionali impugnate sono state dichiarate illegittime perchè la Regione Campania non era legittimata a “scavalcare” la normativa nazionale che, sulla scorta dell’assegnazione delle “fasce” di rischio, aveva già operato – ex ante – un bilanciamento tra diritto alla salute e diritto all’istruzione.
Ricordiamo che, a causa di tali provvedimenti illegittimi, la Regione Campania è stata la Regione italiana dove la didattica in presenza è stata pressochè soppressa, nonostante i provvedimenti statali prevedessero, anche per le zone rosse, la didattica in presenza fino alla prima media.
Il TAR ha finalmente confermato che, nella Regione Campania, non vi fosse alcun elemento di fatto, diverso o sopravvenuto rispetto a quelli già considerati dal Governo nazionale, quale indice di aggravato rischio, giustificativo del regime più restrittivo adottato.
Come più volte affermato da questo Coordinamento, il diritto all’istruzione non può essere sacrificato, e con lui il diritto alla frequenza scolastica e lo stesso, quale servizio essenziale, è di esclusiva competenza dello Stato centrale.
Il Coordinamento è, pertanto, lieto di poter affermare di aver contribuito a ridare voce e dignità a tutti i minori Campani che, a causa di tali, illegittime disposizioni, hanno subito danni, spesso irreparabili, e visto compresso il proprio, sacrosanto, diritto all’istruzione e alla scuola in presenza.
La Regione Campania, inoltre, è stata anche condannata al pagamento delle spese processuali”.