Napoli – ”La storia di Dario è molto simile alla mia: nei suoi racconti ritrovo tante situazione vissute negli ultimi 35 anni”. A parlare è Paolo Siani, parlamentare del Pd e fratello del giornalista Giancarlo, cronista del Mattino ucciso dalla camorra. Lo ha fatto nel corso della presentazione del libro ”La verità negata” svoltasi alla Fondazione Premio Napoli alla presenza degli autori Dario Vassallo, fratello del sindaco di Pollica (Salerno) Angelo Vassallo ucciso nel 2010, e Vincenzo Iurillo e del procuratore nazionale Antimafia Federico Cafiero De Raho; ”Anche io – ha proseguito Siani – giro l’Italia e abbatto la ‘sindrome della distanza’. Dario Vassallo ha parlato delle strutture intitolate al fratello: io per vedere la prima cosa intestata a Giancarlo ho dovuto aspettare quasi nove anni. A Dario mi accomuna l’impegno, che spetta a noi familiari, di non far dimenticare i propri cari. Qualcuno deve portare la barriera per far sì che una vicenda tanto atroce non diventi una morte ignorata”.
”La storia di Angelo Vassallo dimostra come l’impegno dei familiari è fondamentale per il mantenimento della memoria e di un simbolo, un modello per tutti, che non va dimenticato e anzi va diffuso. Avvenne anche per Giovanni Falcone: se non ci fosse stata Maria e la sua fondazione, sarebbe stato più difficile ricordare e vedere sorgere tanti movimenti. Lo stesso vale per Paolo Borsellino e i figli Fiammetta, Salvatore e Rita. Attivismo e dinamismo dei familiari sono fondamentali per non far disperdere la figura del caro vittima di mafia e criminalità”. A dirlo è stato stasera il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho intervenendo alla fondazione Premio Napoli alla presentazione del libro ”La verità negata” agli autori Dario Vassallo, fratello del sindaco di Pollica (Salerno) Angelo Vassallo ucciso nel 2010, e Vincenzo Iurillo e del parlamentare Paolo Siani.
”Angelo Vassallo – ha proseguito il procuratore Antimafia – ha condotto tante battaglie. L’ultima legata alla lotta alla diffusione sul territorio dello spaccio di stupefacenti, inveendo anche contro le forze dell’ordine, che lui riteneva quasi assuefatte”.














