«E’ scoraggiante pensare quante persone sono scioccate dall’onestà e quanto poche dall’inganno. E devo dire che visti i fatti di queste ore, non possiamo che dire che è tutto corretto, anzi dovremmo aggiungere contestualizzando le parole che non solo l’inganno è diventato parte integrante del nostro agire quotidiano, quanto un elemento quasi da lodare». Così Maria Rusolo, presidente di Eudem. «Il furbo – continua – è considerato, uno che sa campare, uno che ce l’ha fatta, che ha capito tutto della vita, che non fa fatica, che sa come ottenere tutto con poco sforzo. E negli anni chi ci rappresenta ha alimentato questo stereotipo culturale, rafforzandolo, rendendolo l’unica regola da rispettare. Quindi difronte ad una perquisizione, con relativo indagato, fatta eccezione per qualche indignazione da social che durerà solo qualche ora, massimo un giorno o due, in realtà il sentimento che ci pervade è quello di dire che tanto nulla cambierà, che non vi saranno condanne, e che anche dove arrivassero ormai sarebbe in fondo troppo tardi. Vi dirò ciò che mi fa arrabbiare è che molti non provano più neanche a dimostrare il proprio dissenso, abituati come sono nella vita a chiedere il permesso anche per entrare in un Ospedale Pubblico, o per avere l’acqua nella propria casa, a trovare scorciatoie per avere ciò che dovrebbe essere solo un diritto. Ed in tutto questo i Partiti tacciono, e tace soprattutto il Partito Democratico, che a dire la verità in questa Provincia non ha proprio più nulla di Democratico. Il silenzio assordante sulle vicende giudiziarie che coinvolgono enti pubblici ed attività socialmente rilevanti, non è un segnale positivo. E’ come se si fossero anestetizzati, pensando solo ai selfie ed alle dirette dal Treno, impegnati ad offrire una immagine che ricorda le televisioni del Biscione negli anni ’90, e che allontano tutta una parte di elettorato verso il populismo del Movimento Cinque Stelle. In una Irpinia che non accoglie turisti, e che è agli ultimi posti per vivibilità parlare di primarie e di elezioni sa quasi di beffa, di allegra commedia di Natale che si celebra tra una casetta per il Corso e qualche lucetta per le strade, commissionata alla stessa ditta ormai da sempre. E si, perché il Partito Democratico non può forse più alzare la voce, su certe magagne, se di quelle magagne ormai vive da anni. Come si possono consentire certe cose sui Servizi Sociali, ad esempio, e sull’Acqua e sui parcheggi, ed ancora su Acs, e sul Teatro, o sui vari interventi urbanistici che negli anni hanno deturpato l’immagine della nostra terra. Potrei aggiungere la vicenda dell’Isochimica, ma ci penseranno i nostri candidati a ricominciare il tour in quella parte della città dimenticata da tutti, e ad organizzare qualche convegno su quella vicenda, promettendo l’ennesimo prepensionamento che mai arriverà.
Perché in fondo il problema è molto semplice da affrontare e riguarda il modo in cui la politica alimenta e vive se stessa, e che ci consegnerà una sconfitta colossale se questi continuano ad essere i presupposti. In fondo, non vi sono stati rinnovamenti, rottamazioni, per un Baffetto ed un Todisco che vanno, un Lotti ed un Famiglietti, rimangono. Tutto uguale a se stesso, parole vuote, sul lavoro, sulle pensioni e sulle reti da ristrutturare, ma senza dire come e con che. In questo Blob di campagna elettorale, più che a natale sembra di essere in una orgia Carnevalesca, senza limiti e pudori, dove arriveranno altre Garanzie Giovani ed altre fatturazioni false per prestazioni non concesse, altri investimenti europei dirottati agli amici degli amici, o altri Financing Project, modello Piscina Comunale, che importa che i lavoratori ad un certo punto non vedranno più retribuzioni e contribuzioni, il popolo vuole brioche e pasticcini a breve termine, mica pane e companatico. Un uomo senza etica è una bestia selvaggia che vaga libera in questo mondo. (Albert Camus)».













