di Tiziana Urciuoli
Avellino – Il caso Liceo ”Mancini” arriva in Prefettura. Riunione fiume questa mattina con Provincia, Regione, Provveditorato, Prefetto e la dirigente dell’istituto di Via De Concillis. Ancora nessuna soluzione concreta per evitare che i 1200 studenti continuino con i turni pomeridiani.
Sul tavolo dei lavori, due le possibili strade da percorrere: le strutture mobili, e la possibilità di trovare altre classi presso gli istituti della città. “Stiamo, continuando, a lavorare sull’emergenza Liceo.La soluzione resta ferma per ora sul nuovo orario scolastico. Nel frattempo bisogna far conciliare le soluzioni tenendo presente la tempistica. Non c’è una soluzione precostituita. Noi abbiamo una serie di lavori in corso. Non escludiamo nulla valutiamo tutte le opportunità per trovare la soluzione migliore. Al momento non possiamo dare una data certa. Ci ritroveremo in Prefettura la prossima settimana. Sono varie le ipotesi che vanno verificate, perché anche per le strutture mobili ci sono tempi lunghi. Non credete che sia facile. Le procedure da svolgere sono tante” – spiega il Presidente della Provincia Domenico Gambacorta.
“Ci rivedremo martedì 5 dicembre. Stiamo lavorando in maniera sinergica per trovare una soluzione. E’ tutto in fase di sviluppo. Intanto i ragazzi hanno ripreso le lezioni. Ora, dobbiamo, solo trovare la strada migliore per tutti.” – ha detto la dirigente scolastica Silvana Agnes.
Sono ancora troppe le incognite sul futuro del liceo scientifico. Gli studenti, a conti fatti, seno quelli chiamati al sacrificio più grande, soprattutto i tantissimi ragazzi costretti a viaggiare dai comuni irpini per raggiungere il capoluogo. E’ pur vero che il fronte istituzionale e scolastico si sia trovato ad affrontare all’improvviso una emergenza che nessuno poteva prevedere. Forse all’inizio si è perso un poco di tempo, qualche genitore si è detto indignato perché le istituzioni sarebbero apparse impreparate ma sono giorni che si tengono incontri, assemblee e riunioni per tamponare una urgenza che poteva diventare un dramma.
Tutto sommato, c’è la buona volontà della Provincia attraverso i suoi rappresentanti ad individuare un percorso fattibile affinché si arrivi arrivare alla fine dell’anno scolastico in maniera tranquilla. Così come è innegabile la partecipazione del provveditorato agli studi a individuare alternative e ad oggi c’è la presa d’atto della Regione Campania. Insomma tutte le parti coinvolte si stanno dando da fare dopo una partenza lenta ma il ritardo è dipeso dalla velocità con cui si sono svolti i fatti. L’auspicio rimane quello di una programmazione puntuale che riguardi tutte le scuole presenti sul territorio cittadino per scongiurare che, in tema di sicurezza scolastica, ci possano essere altri provvedimenti inaspettati.














