Quarto polo? Ci siamo quasi. Ciriaco De Mita alla festa dell’Udc ad Altavilla mette assieme i popolari. «Perché i partiti a vocazione cattolica sono gli unici che possono salvare il paese, difendere la democrazia in un momento difficile», ha spiegato il leader di Nusco.
«Perché la sola vera cultura che resta dopo la fine del marxismo è il popolarismo, la tradizione democristiana che deve però recuperare il rapporto con la pubblica opinione».
E’ l’intuizione per il futuro che propone De Mita. Ma bisogna organizzarsi. Il Pd non fa testo: è un partito «afono, senza pensiero. A differenza della cultura popolare che ha un patrimonio di pensiero». Il monito: «Smettete di pensare alle vostre fazioni».
Il Ministro degli Esteri Angelino Alfano di Alternativa Popolare condivide: «Come popolari dobbiamo dare risposte alla crisi, alle famiglie, intrecciare ancora una volta i fili della storia all’insegna di una cultura cattolico-democratica. Il mercato non basta a risolvere i problemi, ci vogliono i valori. Entro cinque mesi vogliamo creare un soggetto nuovo».
Al centro del progetto politico: Europa, ceto medio, famiglia, solidarietà e mercato. Non è semplice secondo Lorenzo Dallai perché va ricostruito «un modo di essere della comunità e siamo contro corrente». Ci sta, comunque, Marco Follini: «il cattolicesimo democratico ha una sua storia, una visione collegiale della politica». E questo basta.
De Mita e Alfano trovano l’accordo: un nuovo soggetto politico
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