venerdì, Settembre 25, 2026
Home Avellino Attualità Avellino Acque in uscita dagli impianti di depurazione, maglia nera all’Irpinia

Acque in uscita dagli impianti di depurazione, maglia nera all’Irpinia

Tempo di lettura: 5 minuti

Un altro record negativo per la provincia di Avellino. Con l’avvio della campagna “Goletta dei Fiumi”, Legambiente ha diffuso i dati dell’Arpac sui controlli analitici svolti nel 2016 sulle acque in uscita dagli impianti di depurazione delle cinque province campane. Quella di Avellino si è aggiudicata il primo posto, in negativo, quanto a non conformità dei controlli.
I dati dell’Arpac

I controlli analitici svolti nel 2016 sulle acque in uscita dagli impianti di depurazione, sebbene non realizzati su tutti gli impianti e in numero adeguato, evidenziano appieno quanto sia critica la situazione. Su base regionale ben il 38% dei controlli è risultato “non conforme”, con punte di non conformità del 70% per gli impianti della provincia di Avellino e a seguire del 66% per quelli della provincia di Salerno, 52% per la provincia di Benevento, 27% per la provincia di Caserta e 22% per la provincia di Napoli.

Lo stato delle acque

Secondo Legambiente, le acque dei nostri fiumi si trovano in uno stato di qualità insufficiente rispetto a quanto indicato dalle direttive europee. Nel 2015 è scaduto il termine per il raggiungimento degli obiettivi ambientali previsti dalla direttiva 2000/60 relativi il “buono stato ecologico”. Ritardi che, insieme a quelli sulla depurazione, oltre alle conseguenze sugli ecosistemi fluviali, costeranno multe salate per le procedure di infrazione attivate da parte dell’Europa nei confronti del nostro Paese.

Goletta dei Fiumi

E’ l’iniziativa promossa da Legambiente Campania nata per monitorare lo stato di salute dei maggiori fiumi della regione con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sul completamento delle infrastrutture depurative, sul controllo del territorio per impedire lo sversamento illecito di scarichi non depurati e sul rischio idrogeologico. Un’iniziativa realizzata con il sostegno del Consorzio di Bonifica in Destra del Fiume Sele, la collaborazione dell’Associazione Ortofrutticoltori Agro e dei partner tecnici Hach e Apolab Scientific oltre che del supporto scientifico del Dipartimento di Chimica e Biologia dell’Università degli Studi di Salerno.

Il monitoraggio

Interesserà le province di Napoli, Salerno e Avellino, attenzionando oltre trenta punti in altrettanti comuni alla ricerca delle principali criticità che riguardano non solo le acque e gli ecosistemi fluviali dell’area del Bacino del Sarno, del Sele e del fiume Tusciano, con particolare attenzione al malfunzionamento o alla mancanza di sistemi di depurazione.

Fiume Sarno

Il fiume Sarno a dispetto della sua brevità (appena 24 km), può contare su un bacino notevolmente esteso (c. 500 km²). Da est verso ovest, si apre dai monti Picentini (nel comune di Solofra) fino al golfo di Napoli, mentre da sud verso nord va dai monti Lattari ai monti di Sarno.

Nel 2014 Edoardo Cosenza, all’epoca assessore della Giunta Caldoro, nell’ambito del Grande progetto per il monitoraggio del fiume Sarno, annunciò “quattordici centraline che controlleranno l’inquinamento e le piene del fiume Sarno, contribuendo a prevenire le esondazioni ma anche a porre un freno agli sversamenti abusivi”.

Fiume Sele

Lungo 64 km, il fiume Sele è il secondo della regione e del Mezzogiorno d’Italia per volume medio d’acque dopo il Volturno. Nasce alle pendici sud-orientali del Monte Paflagone (contrafforte del Monte Cervialto), presso il comune di Caposele (Avellino). Scorrendo verso sud riceve presso Contursi Terme il Tanagro, principale tributario Ad Eboli entra nella pianura alluvionale nota come la piana del Sele,da dove continua a scorrere prima di riversarsi nel Golfo di Salerno.

Fiume Tusciano

Nasce dal monte Polveracchio, attraversato il comune di Acerno entra nel comune di Olevano sul Tusciano, attraversa Battipaglia ed il suo territorio fino a sfociare nel mar Tirreno.

I controlli

Novità di quest’anno sarà anche l’impegno sull’inquinamento da microplastiche,, che sarà realizzata per la prima volta in Campania grazie alla collaborazione scientifica del CNR – Istituto per i Polimeri, Compositi e Biomateriali (IPCB). Il monitoraggio è condotto attraverso l’utilizzo di uno speciale strumento per la raccolta di campioni, una manta a strascico con una rete a maglia ultrafine, che trattiene le micro particelle (microlitter).

Legambiente Campania

“Goletta dei fiumi è la prima esperienza di monitoraggio volontario degli ambienti fluviali da parte dei cittadini, un approccio originale per avvicinare le comunità alla conoscenza e alla tutela di questi ecosistemi – dichiara Antonio Giannattasio, della Segreteria di Legambiente Campania -. Il nostro obiettivo è coinvolgere i cittadini in iniziative di sensibilizzazione, per scoprire come il rispetto del territorio sia il primo passo per difendere territori di straordinario valore paesaggistico e ambientale, storico e culturale ed agroalimentare. Vogliamo in questo modo mantenere alta l’attenzione sulle problematiche dei fiumi campani, provando a fornire informazioni utili e sollecitare tante amministrazioni affinché pongano concretamente tra le loro priorità la depurazione degli scarichi reflui urbani e industriali, la mitigazione del rischio idrogeologico e contribuire così allo sviluppo sociale ed economico di queste aree”.

Consorzio Bonifica Destra Sele

“La Piana del Sele si è imposta in Italia come una delle aree più all’avanguardia del Paese per i risultati in agricoltura e la valorizzazione della risorsa acqua – spiega il presidente del Consorzio di Bonifica Destra Sele, Vito Busillo –. Un’attività per garantire il rispetto rigoroso della normativa vigente in tema di sicurezza ambientale per favorire lo sviluppo sostenibile dell’area della Piana del Sele”.