giovedì, Settembre 24, 2026
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Marcon: fronte comune con Mdp

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Avellino – «Il lavoro è la priorità principale di questo paese. Abbiamo milioni di disoccupati, il 40 per cento di giovani in cerca di occupazione», ha spiegato Giulio Marcon capogruppo alla Camera Sinistra Italiana – Sel – Possibile ieri mattina all’ex Asilo Patria e Lavoro dove si è confrontato con Anna De Luca, esecutivo provinciale SI, Giancarlo Giordano deputato di Sinistra Italiana, Angelo Irano, responsabile divisione servizi per il lavoro dell’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, Paolo Ricci dell’Università di Napoli Federico II, Aurisicchio ha criticato duramente il Rosatellum bis, che presenta profili di incostituzionalità e sarà oggetto di ricorsi.
«Abbiamo una situazione sociale drammatica: cinque milioni di persone che vivono in una situazione di povertà assoluta, dieci milioni di cittadini, secondo il Censis, che rinunciano a curarsi perché non possono pagarsi il ticket sanitario. Il lavoro – ha continuato ancora Marcon – diventa la chiave per aprire una porta di un futuro nuovo, diverso, che conosca della precarietà di questi anni, un lavoro fatto di diritti e tutele e offra ai giovani la possibilità ostruirsi un futuro».
E ancora, «la legge elettorale consegna ai partiti la nomina dei parlamentari disegnando un sistema in cui due terzi dei deputati vengono scelti non dai cittadini ma dai segretari di partito. E’ inaccettabile in una democrazia». Marcon propone la costruzione di una sinistra unitaria e plurale che metta assieme insieme a Mdp-Articolo Uno, Possibile di Civati movimenti, associazioni e società civile.

«Il rapporto tra tecnica e umanità – ha osservato Giordano – è completamente saltato: la tecnica preponderante, la finanziarizzazione dell’economia e la meccanizzazione del lavoro mettono in crisi un rapporto negli conflittuale ma sempre equilibrato che ora sta soccombendo le ragioni dell’uomo».
Per Giordano le alleanze si fondano su di una offerta politica unitaria di sinistra, il primo passo per la costituzione di un nuovo soggetto della sinistra che sia credibile. Noi ragioniamo con i nostri interlocutori naturali mentre con il Pd non c’è nessun dialogo né in questa fase ci può essere se si pensa alle politiche regressive e poco attente ai diritti che hanno mortificato interi settori, dalla scuola al lavoro con il Job act. Deve cambiare il Pd e non dobbiamo a cambiare noi».
A livello cittadino il deputato di Si ricorda che si è avviato «un ragionamento molto serio attraverso la costituzione di un nuovo gruppo consiliare, dialogando trasversalmente con chi propone qualcosa di buono per risollevare la città dalla condizione pietosa in cui è precipitata. Le alleanze si fanno con i cittadini e condividendo obiettivi di fondo parlando con tutti nel rispetto del nostro perimetro politico». Dopo quanto successo nell’ultimo consiglio comunale chiosa: «Di fronte a problemi seri si preferisce andare via. Ci risarà un accordicchio che svenerà il teatro per quattro spiccioli».