martedì, Settembre 22, 2026
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Passaro: piazza Seminario già abbandonata. No all’ex Moscati

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Aperta da poco e già in pieno decadenza. Massimo Passaro, portavoce del comitato “Cittadini in movimento”, lancia la sua accusa all’amministrazione comunale per lo stato in cui versa la nuova piazza del Seminario, che separa il Duomo di Avellino con la “Casa Victor Hugo”.

«Ci hanno messo due anni per realizzarla, ovvero per fare una basetta di cementa che tra l’altro anche è brutta. Hanno messo dei tappetini in erba per fare prima, ma che in realtà costano di più, e, al pari di altri posti come piazza Libertà e Villa del Franco, non hanno fatto l’impianto di irrigazione. Spendendo milioni di euro». Oggi la piazza si presenta già con l’erba seccata e quei tappetini sollevati, eppure è stata completata da poco. Segno che la manutenzione non è mai stata effettuata nonostante la sua posizione strategica, ovvero nei pressi del Duomo. «Queste zolle di erba sono andate perdute. Ora chissà quanto ci costerà rifare il verde. I fondi non si amministrano in questo modo, è un pessimo modo di gestire la cosa pubblica anche perché parliamo di soldi dei cittadini. Quando si ragiona sulle cose, i lavori si fanno a regola d’arte».

Uno scenario del genere si sta presentando anche nella vicina piazza Libertà, l’agorà principale della città e, anch’essa, restituita da poco agli avellinesi. «Quel poco di prato verde che è stato realizzato è diventato ormai una distesa di terra – denuncia Passaro. Non c’è più niente». A differenza di piazza Libertà, però, la zona del Duomo è anche priva di controlli: «Ci sono muretti rotti e nessun impianto di videosorveglianza – spiega Passaro. Quella zona non è sottoposta a nessun controllo eppure c’è stata qualche aggressione in passato».

Passaro, inoltre, analizza anche la vicenda dell’ex Moscati e della proposta del sindaco Foti di trasferirvi il tribunale. Lui che, da avvocato, conosce bene le esigenze del Palazzo di Giustizia, boccia senza mezzi termini l’ipotesi di trasferimento. «Innanzitutto bisogna vedere cosa deciderà la Regione – precisa. Poi bisogna valutare i lavori perché parliamo di un ospedale da convertire in Tribunale. La struttura sanitaria, da un punto di vista ingegneristico, è progettata in maniera diversa da un tribunale. Inoltre parliamo di uno stabile vecchio e non sappiamo neanche se è a norma da un punto di vista antisismico. Insomma il Comune vuole acquisire una proprietà e ri-adattarla a tribunale,  rischiando di investire il doppio dei soldi che servirebbero per realizzare una cittadella giudiziaria nuova e ben fatta, come quella di Salerno. Lì è stata realizzata una struttura nuova, qua si vuole adattare un ospedale vecchio, poi magari tra qualche anno potrebbe venire fuori un problema di inagibilità e vanificare il tutto».

A non convincere del tutto è anche la tempistica dell’annuncio del primo cittadino. «Perchè non ci ha pensato a inizio consiliatura, visto che l’idea stava nel suo programma elettorale? Invece di pensare al Super Santos, avrebbe potuto convocare i tecnici del Comune e vagliare un’ipotesi sul tribunale, magari pensando a una cittadella giudiziaria. Lo fa invece oggi a pochi mesi dalle elezioni. Quella struttura andrebbe abbattuta, inoltre quando aprirà l’autostazione lì si creerà il caos. In quella zona non c’è parcheggio”.

Marco Imbimbo