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Beni comuni, Commissione Rodotà: “Una legge popolare per aggiornare il Codice Civile”

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Benevento- Anche nel Sannio si rafforza la campagna nazionale promossa dal Comitato Popolare difesa Beni pubblici e comuni “Stefano Rodotà”. L’ambizioso progetto della raccolta in difesa dei beni pubblici e comuni vuole portare in Parlamento una proposta di legge d’iniziativa popolare che ripropone il testo elaborato oltre dieci anni fa dalla Commissione Rodotà. La Commissione nel giugno 2007, infatti, fu incaricata dal ministero della Giustizia di redigere uno schema di disegno di legge-delega per la riforma delle norme del Codice civile sui beni pubblici. Oggi il Comitato punta a dare vita a una legge popolare per aggiornare il Codice Civile e renderlo più coerente con le esigenze dei beni pubblici. Un modo per evitare il saccheggio dei territori e la svendita delle proprietà di tutte le comunità d’Italia. Una raccolta firme che punta non solo ad intervenire dal punto di vista legislativo, ma anche da quello della partecipazione democratica. Questo pomeriggio incontro alla Sala Consiliare della Rocca dei Rettori con uno dei fondatori  Alberto Lucarelli. Presenti associazioni come Libera, Lap Asilo 31 e il Pd con il segretario cittadino Giovanni De Lorenzo. Presenti due consiglieri comunali, Marianna Farese e Italo Di Dio. Dodici anni fa, la Commissione Rodotà aveva cercato di stabilire quali dovessero essere i beni comuni ma non se ne fece nulla, oggi ci riprova. In città raggiunte già 300 firme. Ad illustrare i contenuti della legge anche Alberto Lucarelli, tra i membri della Commissione Rodotà: “E’ importante che ci sia la diffusione di una coscienza collettiva riguardo ad un tema così importante come quello delle risorse idriche che ha visto negli ultimi 10 anni una partecipazione fortissima. Stiamo mettendo in rete tantissime realtà che già esistono e che hanno fatto numerose battaglie sul territorio a tutela dei propri beni. Non interpretare quindi il territorio come luogo di sfruttamento e di saccheggio”.

 

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