Si comportavano come dei baby boss, postando sui social network le loro foto scattate all’interno dell’Istituto Penale Minorile di Airola. Sono stati gli agenti del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria con il supporto del Nucleo Regionale di Napoli nella giornata di ieri ad eseguire, nel corso di accurate indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Benevento, una serie di perquisizioni sia locali che personali all’interno del carcere minorile.
I ragazzi avevano accesso ad internet grazie un telefono cellulare, 3 antenne per la captazione del segnale Wi-Fi ed un router. La connessione era garantita da alcune reti wi-fi libere: tra queste quella del municipio di Airola. Negli ambienti frequentati dai giovani detenuti, gli agenti della Penitenziaria hanno sequestrato anche sostanze stupefacenti.
“L’operazione – si legge in una nota della Procura della Repubblica di Benevento – si inserisce nell’ambito di una complessa e articolata attività investigativa che ha avuto inizio a seguito di rinvenimento di apparecchi cellulari e sim card nonché della pubblicazione di foto scattate da alcuni detenuti, all’interno del penitenziario di Airola, e poi postate sui social con il chiaro intento di confermare e rafforzare la posizione di “baby boss” dell’hinterland napoletano”.
Un’operazione, quella coordinata sul posto dal magistrato della Procura della Repubblica di Benevento, che ha coinvolto più di 60 agenti della Penitenziaria. Le indagini proseguiranno anche nei prossimi giorni attraverso una attività investigativa che a seguito degli elementi raccolti in occasione delle predette perquisizioni, vedrà ulteriormente impiegato il nucleo investigativo della Polizia Penitenziaria e i magistrati della Procura per fare piena luce sul possibile coinvolgimento di altri soggetti.














