“Viespoli ha ragione a lamentare la sconfitta che il territorio può subire con la perdita della Dogana a favore di Avellino e non solo per l’ente in sé, ma per la perdita di un disegno strategico di territorio per il quale questo ente avrebbe rappresentato un tassello importante, come fulcro di una ritrovata centralità di Benevento e del Sannio. Non concordo con la questione da lui posta della competizione tra territori, nel senso che segue: i territori vanno dimensionati per essere competitivi e la competizione allo stato dell’arte non può essere più tra Benevento ed Avellino, come è stato fino a qualche decennio fa, pena la guerra tra poveri, ma tra aree omogenee. Ecco perché da tempo sostengo, sfidando ogni facile campanilismo, che una classe politica che si rispetti, anziché trastullarsi in onanistiche chimere come il Molisannio ed altre fantasie istituzionalmente irrealizzabili, avrebbero e dovrebbero ancora oggi, con urgenza, preoccuparsi di dare forma a ciò che è già nei fatti: la provincia unica Sannioirpina. Dividendosi le funzioni a seconda della specificità ma contemporaneamente determinando una realtà competitiva all’interno della regione Campania, che possa avere lo stesso peso o quasi della province di Caserta e Salerno”.
Comincia così il post su facebook di Federico Paolucci, coordinatore regionale delle Aree Interne di Fratelli d’Italia, che poi ha proseguito:
“Ciò detto, sarebbe troppo facile addossare tutte le colpe al centrosinistra che inutilmente sta al potere dal 2006 in questa città e in questa provincia (oggi la polemica di Mastella sulla gru a via Galanti è la riprova dell’inutilità di tale discussione, perché qualcuno dovrebbe ricordare al Sindaco che quando parla di passate amministrazioni, si riferisce ad atti posti in essere nei primi anni della giunta Pepe, candidato ed esponente allora dell’Udeur, voluto dallo stesso Mastella. Peraltro, la polemica continua tra il Pd non Mastelliano e gli esponenti dell’attuale sindaco è stucchevole, se si considera che si tratta di soggetti che hanno, meno di un anno fa, fatto parte della stessa coalizione per De Luca e che si sono avvicendati in maggioranza e all’opposizione in seno al consiglio comunale secondo logiche assolutamente personalistiche e di convenienza che gli hanno fatto meritare l’appellativo di succhia ruote e ricattatori dallo stesso Sindaco in carica). Dire quindi che il centrosinistra, Mastelliano e non, è stato un disastro, sarebbe troppo semplice e non onesto con gli elettori.
Perché per sconfiggere una classe politica inetta ed opportunistica c’è bisogno di un’alternativa. E, con buona pace degli “uno vale uno”, penta stellati o travestiti da civici, l’unico contenitore politico che aveva il dovere di costruire una vera alternativa, forte anche di un sostanzioso consenso di base, è il centrodestra.
Su cui incombe la doppia jattura di essere stato distrutto dal 2011 e di aver continuato ad adagiarsi sugli allori senza costruire, finora, una reale prospettiva programmatica e di classe dirigente.
Ho provato, nonostante le mie legittime ambizioni personali, a fare più di un passo indietro, nella speranza che vi fosse una presa di coscienza ed un gesto di umiltà da parte dei partiti del centro destra, affinché si trovasse un accordo e soprattutto si determinasse una discussione programmatica seria, ma neanche tali gesti di disponibilità (mio e di Fratelli d’Italia) hanno consentito un percorso rispettoso di tutti gli elettori che ci chiedono una alternativa forte, coesa e competitiva. E chi è causa del suo mal, pianga se stesso.
Per ciò che mi riguarda, posso mettere da parte le ambizioni, ma non la passione per l’impegno sociale e politico. Per cui, dato il tempo inutilmente e masochisticamente fatto trascorrere, non starò a guardare, se le decisioni non mi convincono”.














