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Bruti Liberati esalta Mastella: “La riforma del 2006 ha rimediato ad errori passati”

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Benevento – “La riforma del 2006, quella voluta da Clemente Mastella ha rimediato a  errori disastrosi e ha posto le premesse per un rinnovamento”.

L’ ex procuratore di Milano, Edmondo Bruti Liberati ospite questo pomeriggio del Teatro San  Vittorino per la presentazione del nuovo libro dal titolo “Magistratura e società nell’Italia repubblicana”, per Editori Laterza ha riconosciuto il lavoro svolto dall’allora ex Ministro alla Giustizia, Clemente Mastella  durante la presidenza del Governo guidato da Romano Prodi. Ma durante la serata si è discusso anche di  ‘giustizia lumaca’, con processi infiniti, imputati per troppo tempo sotto processo,  e il caso Mani Pulite.  Presenti il Questore Giuseppe Bellassai, il presidente del Tribunale di Benevento Marilisa Rinaldi, il Rettore dell’Università del Sannio Filippo De Rossi e il sindaco di Benevento Clemente Mastella.

E’ intervenuto  quindi il giurista Massimo Krogh che ha definito preoccupante l’intollerabile mancanza di norme legislative: “Questa giustizia è solo una finzione ed è colpa si un sistema che è stato più volte maltrattato. I magistrati sono le prime vittime”.

E’ intervenuto quindi  il sindaco di Benevento, Clemente Mastella che ha attaccato: ” Il tempo del giustizialismo non è ancora finito”. Poi ha attaccato la lungaggine dei processi: “La struttura monocratica è inadeguata. Andrebbe rivista. Quando ero ministro avevo pensato di ridurre ad un processo di massimo 5 anni. Non ci sono riuscito”.  

L’autore Liberati ha poi parlato come detto di “Mani Pulite”  e ha attaccato: “Vi furono errori, protagonismi, vi furono dolorose e tragiche vicende personali. Ma la storia di Mani pulite non è una storia di eccessi e di errori; è, al contrario, la storia del doveroso intervento repressivo penale di fronte ad un vero e proprio sistema di corruzione, ad una devastazione della legalità”

Sui problemi del processo l’autore ha sottolineato: “L’inefficienza del sistema giudiziario crea sfiducia nella magistratura. Ma la lentezza dei processi, i carichi di lavoro crescenti in diversi settori, lo squilibrio nella distribuzione delle risorse e la drammatica carenza di personale amministrativo sono frustranti per gli stessi magistrati che hanno la consapevolezza di non rendere un servizio all’altezza delle giuste richieste della società”.