La Squadra Mobile di Caserta ha arrestato in provincia di Frosinone il 34enne Mario Barallo, ritenuto esponente della fazione Schiavone del clan dei Casalesi. Per Barallo è divenuta infatti definitiva la condanna a tre anni e due mesi di reclusione per il danneggiamento di un bar ubicato nel comune di Parete, avvenuto nel 2005, e per il conseguente ferimento di una persona. Barallo è stato raggiunto dal provvedimento di carcerazione emessa dalla Dda di Napoli per i reati di lesioni personali, minacce, danneggiamento e porto abusivo di arma da fuoco, il tutto aggravato dal metodo mafioso.
Alla cattura del 34enne hanno collaborato la Squadra Mobile di Frosinone e i poliziotto del Posto Fisso Operativo di Casapesenna. L’episodio avvenne in un periodo in cui c’era parecchia fibrillazione tra le due famiglie malavitose di Casal di Principe, gli Schiavone e i Bidognetti, da sempre alleate, tanto da essere definite come un unico clan (quello dei Casalese appunto); con i “padrini” Francesco “Sandokan” Schiavone e Francesco Bidognetti in carcere, nel 2005 erano i figli ancora liberi a comandare il clan. Da una parte Nicola Schiavone (nella foto), primogenito di Sandokan, dall’altra Raffaele Bidognetti, fiiglio di Cicciotto e Mezzanotte (così viene chiamato Bidognetti senior). Tra di loro non correva buon sangue, così Barallo, fedelisismo di Schiavone juinior, nel maggio 2005, esplose alcuni colpi di arma da fuoco verso il bar di proprietà di un affiliato ai Bidognetti; un avventore rimase ferito. Qualche giorno dopo, gli emissari di Raffaele Bidognetti andarono ad incendiare il bar frequentato a Casal di Principe dagli uomini del clan Schiavone. Solo un intervento di un emissario del clan Schiavone mnise “pace” tra i due gruppi evitando che scoppiasse una sanguinosa faida.














