venerdì, Settembre 18, 2026
Home Napoli Attualità Napoli L’aeroporto di Capodichino “scoppia”, la sfida del comitato No Fly Zone contro...

L’aeroporto di Capodichino “scoppia”, la sfida del comitato No Fly Zone contro smog e rumore

Tempo di lettura: 3 minuti
Napoli – Rumore killer e residenti a rischio in caso di incidenti, il comitato No Fly Zone muove ufficialmente i suoi primi passi e accende i riflettori sull’aeroporto internazionale di Capodichino. Il “cartello” costituito dalle associazioni Assoutenti città metropolitana di Napoli, Cittadinanza attiva in difesa di Napoli e Comitato vivibilità cittadina si è riunito questa mattina in via Morghen, nella sede della Municipalità 5, per presentare la propria mission: la ricerca di soluzioni tecniche e amministrative per arginare il dilagante sovraccarico dello scalo del capoluogo.
 
«Noi non siamo contrari al trasporto aereo, ma vogliamo che venga privilegiata la sicurezza e la tutela della salute dei cittadini, nel rispetto ambientale», mettono in chiaro i promotori del progetto, ricordando che «l’aeroporto di Capodichino è l’unico della regione con un carico di aerei in continuo aumento, in gran parte low cost e charter. Esistono due rotte di atterraggio, quella più lunga ma non invasiva con direttrice Benevento e quella più breve e invasiva sulla città con direttrice da Ischia. La conseguenza è il forte inquinamento acustico e atmosferico su tutta la città e su beni culturali quali la Reggia di Capodimonte, oltre a un rischio intrinseco di sicurezza per la distanza dei sorvoli a circa 200 metri dalle abitazioni».
 
Ecco, dunque, alcuni dei dati elaborati dal neocomitato No Fly Zone: a Capodichino oggi transitano in media 280 aereomobili al giorno, il 48 per cento più rispetto al triennio 2013-2016. In forte aumento, di conseguenza, anche le statistiche relative ai passeggeri: 90 per cento in più rispetto allo stesso periodo e 26mila presenze giornaliere nello scalo partenopeo, poco più di 9,4 milioni di passeggeri all’anno. Numeri assai consistenti e a tratti anche preoccupanti.
 
Sul punto, il quadro tratteggiato da Stefania Cappiello, di Assoutenti città metropolitana di Napoli, non lascia spazio a dubbi: «La situazione è critica sia a livello locale che nazionale. La Regione continua a pensare soltanto all’aeroporto di Salerno, ma si tratta di uno scalo nato in mezzo al nulla, troppo distante dal capoluogo e malcollegato. Il progetto di Grazzanise, dopo tante chiacchiere, è stato cancellato e non se n’è fatto più nulla. Intanto Gesac, nonostante le promesse fatte, continua a far decollare e atterrare sempre più aerei passando per la città».
La questione, però, va anche vista su una scala più ampia: «Ad oggi prosegue Cappiellomanca un Piano aeroportuale studiato per l’intero sistema-Paese, con il risultato che i gestori continuano a muoversi con troppo autonomia. La Zonizzazione acustica non è aggiornata, così come la Valutazione di impatto ambientale. Noi non vogliamo bloccare il traffico aereo, chiediamo solo di trovare soluzioni compatibili con la presenza dell’uomo e della città. Capodichino allo stato attuale non ha più alcuna possibilità di ulteriore espansione. Nonostante ciò si continua a parlare ancora di incrementare il traffico, ma senza pensare all’incidenza sulla città, si vedano i 90 decibel emessi dagli aerei in decollo nel cuore della notte e avvertiti da interi quartieri come il Vomero o l’Arenella».