Napoli – Durante l’interrogatorio reso al procuratore aggiunto di Napoli Pierpaolo Filippelli, Vincenzo Palumbo, l’autotrasportatore 53enne accusato di avere ucciso davanti la sua abitazione di Ercolano (Napoli) due giovani scambiati per ladri, ha riferito agli inquirenti della Procura di Napoli di essere stato svegliato dal sistema d’allarme della sua abitazione, che di avere preso la sua pistola, che custodiva sotto il letto dopo avere subito un furto lo scorso 4 settembre, per poi uscire sul terrazzo di casa con l’intenzione di respingere i ladri. Palumbo ha anche detto di avere visto un giovane scappare dalla sua proprietà: il ragazzo, dopo avere udito le sue grida, si è rifugiato nella Fiat Panda che lo attendeva con il motore accesso. A questo punto il camionista riferisce di avere sparato 4 o 5 volte malgrado la sua pistola si fosse inceppata dopo il primo colpo.
“Gli esiti delle indagini delegate ai Carabinieri della Compagnia di Torre del Greco contraddicono allo stato la tesi difensiva”. Lo sottolinea la Procura di Napoli in relazione alla versione dei fatti resa durante l’interrogatorio da Vincenzo Palumbo, il 53enne accusato di avere ucciso davanti la sua abitazione di Ercolano (Napoli), due giovani scambiati per ladri. “La dinamica dei fatti – sostiene la Procura – per il numero, la sequenza e la direzione dei colpi esplosi, così come ricostruita, appare rivelare una condotta intenzionalmente e senza giustificazione rivolta a cagionare la morte dei due giovani”.














