“Al governo ci sei tu, tutelarci devi tu”, “siamo il grido libero e feroce, di lavoratori messi sulla croce”, “basta promesse, vogliamo i fatti”, “la gente come noi non molla mai”. Con questi slogan 30 lavoratrici e lavoratori Whirlpool hanno protestato con un flash mob unitario Fim, Fiom, Uilm a piazza San Silvestro a Roma. “Vogliamo garanzie e promesse, Vogliamo lavorare”, hanno urlato e poi di nuovo in coro: “noi vogliamo lavorare, noi vogliamo lavorare“.
Intanto, secondo quanto si apprende, dopo il mancato accordo del 15 ottobre sulla procedura Whirlpool e dopo gli incontri del giorno 19 ottobre e del giorno 2 novembre, conclusi con un nulla di fatto, “è stato convocato al Mise per venerdì 19 novembre un incontro su con i sindacati nazionali e territoriali” dal coordinatore delle crisi Luca Annibaletti. Stando alle fonti sindacali potrebbero partecipare anche i ministri Andrea Orlando e Giancarlo Giorgetti. “Il reddito di cittadinanza ve lo potete tenere – scandiscono ancora i lavoratori arrivati da Napoli – prendetevelo voi il reddito di cittadinanza, vogliamo lavorare dignitosamente. Vergognatevi”.
“Abbiamo portato le lavoratrici insieme ad una parte della Rsu sotto Palazzo Chigi perché dopo le lettere di licenziamento da parte della Whirlpool, oggi ancora non si conosce il futuro dei lavoratori di Napoli”. E’ quanto afferma Italia Orofino, operaia della Whirlpool di via Argine oggi in presidio a palazzo Chigi. “Il tempo è finito – aggiunge – e la pazienza pure. Pretendiamo garanzie e tutele. Non devono neppur lontanamente pensare di abbandonarci dopo i licenziamenti. Oggi siamo qui perchè tutti devono prendersi le proprie responsabilità, ognuno per la propria parte. Abbiamo subìto fin troppo, ora è tempo di agire“. Vincenzo Accurso, della Rsu, dice: “Il governo deve dare delle risposte, quelle che non ha saputo dare quando la multinazionale decise di chiudere il sito, ma che oggi necessitano per la continuità lavorativa di un intera area capace di dare risposte al mezzogiorno ed un segnale per il futuro del Paese contro il rischio delle delocalizzazioni. Questa è l’ Italia che resiste contro ogni silenzio, contro ogni risposta negata”.











