Napoli – “L’accordo tra Confindustria e Intesa Sanpaolo rappresenta un passo fondamentale per lo sviluppo della nostra regione. È uno strumento che darà la possibilità alle imprese di poter investire sul fronte della digitalizzazione, dell’innovazione e della sostenibilità, potendo contare su risorse molto importanti”. Così il presidente di Confindustria Campania, Luigi Traettino, intervenuto oggi a Napoli alla presentazione dell’accordo sottoscritto tra Confindustria e Intesa Sanpaolo, che prevede a livello nazionale un plafond di 150 miliardi di euro (10 i miliardi per la Campania) messo a disposizione dell’istituto di credito per la crescita delle imprese. “È un accordo – ha proseguito Traettino – che riveste un’importanza strategica. Siamo di fronte ad una cifra ragguardevole, che si somma a quanto l’Italia avrà a disposizione con il Pnrr e fungerà da moltiplicatore rispetto alle risorse erogate dalla UE. L’intesa assume una rilevanza ancora maggiore perché, come ha ribadito il presidente Bonomi, il Paese è chiamato a compiere investimenti enormi per le tre transizioni: digitale, ambientale ed energetica. Le risorse messe in campo dal Pnrr rappresentano solo il 6% degli investimenti necessari alla transizione green, che ammontano a 650 miliardi in 10 anni. Il restante 94%, quindi, sarà a carico delle imprese”.
Per Stefano Barrese, responsabile divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, “il nostro Gruppo conferma l’attenzione nei confronti del tessuto produttivo meridionale mettendo in campo 10 miliardi di euro per le imprese campane, nell’ambito del nuovo accordo nazionale siglato con Confindustria per la crescita delle aziende italiane che prevede un plafond di 150 miliardi. Alcune imprese del Mezzogiorno hanno risentito particolarmente della crisi pandemica, soprattutto quelle che operano nel settore turistico e in quello dei servizi. Ma anche questi comparti adesso sono in ripresa”.
Sul fronte della digitalizzazione, secondo Barrese, “le Pmi meridionali devono rafforzarsi sotto il profilo della formazione, uno degli aspetti centrali del nostro nuovo programma ‘Motore Italia Digitale’ che ha l’obiettivo di accompagnare e accelerare i processi di transizione tecnologica delle imprese italiane. Non esiste un problema di liquidità, l’abbiamo garantita al sistema produttivo del Sud Italia e continueremo a farlo anche lavorando sulla rinegoziazione delle posizioni in essere, portando le scadenze anche fino a 20 anni grazie alle garanzie di Sace come per esempio fatto nell’ultimo accordo sul Green”.











