mercoledì, Settembre 30, 2026
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Come si cura la parodontite?

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La salute orale è fondamentale. Nel momento in cui la si chiama in causa, è doveroso citare l’importanza di prevenire e se si presentano trattare problematiche come la parodontite.

Se ti chiedi cosa sia necessario fare per curarla, non devi fare altro che proseguire con la lettura di questo articolo.

Parodontite: di cosa si tratta?

Causata da un livello di igiene orale poco adeguato, la parodontite è una patologia che colpisce il tessuto di sostegno del dente, ossia la gengiva, l’osso e il legamento parodontale.

Il quadro che la contraddistingue esordisce generalmente con una gengivite. Se non trattato adeguatamente, può evolvere nella cosiddetta paradentosi. In quest’ultimo caso, si ha a che fare con una conseguenza a dir poco fastidiosa, ossia la perdita dei denti. Chiarito questo aspetto, vediamo ora, nelle prossime righe, quali sono le strade preferite per la cura.

Come si cura la parodontite?

Premettiamo che, quando si parla di parodontite, l’alleata migliore è la prevenzione. Purtroppo non sempre è sufficiente, motivo per cui la problematica si presenta e, con lei, la necessità di pensare a una cura.

La prima cosa da prendere in considerazione è la profondità delle tasche parodontali. Quando le si chiama in causa, si inquadrano le sacche che, con il tempo, vanno a crearsi tra la gengiva e la superficie interna del dente. Non c’è bisogno di essere degli specialisti per rendersi conto che, quando le si nomina, si parla di zone dove i batteri trovano lo spazio per proliferare e per compromettere in maniera grave la salute orale.

Nelle situazioni in cui la profondità delle tasche parodontali supera i 5 mm, la strada da percorrere per risolvere la problematica è l’intervento. In questi casi, lo specialista agisce raggiungendo, previa incisione, la superficie del dente. In tal modo, riesce a lavorare all’interno della tasca e a ripulirla, eliminando i batteri. Questo approccio è chiaramente caratterizzato da un livello di invasività presente, seppur molto basso. Parliamo infatti di una situazione in cui viene praticata un’incisione e, per forza di cose, sussiste la necessità di intervenire con dei punti di sutura.

Proseguendo con l’elenco degli approcci che si possono adottare per curare la parodontite, un doveroso cenno deve essere dedicato al cosiddetto curettage gengivale. Quando lo si chiama in causa, si inquadra un trattamento in cui lo specialista opera la rimozione dei tessuti molli dalle tasche parodontali. Durante la sua esecuzione, si procede anche alla pulizia della radice esposta.

Negli ultimi anni, si sono affacciati sullo scenario scientifico diversi trattamenti a bassissima invasività. Come si può leggere sul sito lanaplaser.it, quando li si nomina si inquadra soprattutto la chirurgia laser. Entrando nel vivo delle sue peculiarità, rammentiamo che non necessita né di suture, né di bisturi. Lo specialista che mette in atto il trattamento – professionista che deve avere alle spalle un’adeguata formazione – agisce in un’unica seduta e padroneggia una tecnica la cui efficacia è profondamente legata alle capacità di autoguarigione del nostro corpo.

Si parte con la misurazione, tramite una sonda ad hoc, delle tasche parodontali. Si prosegue poi per fasi fino ad arrivare al bilanciamento occlusale. Grazie ad esso, il dentista ha la possibilità di minimizzare il trauma a carico dei denti, alcuni dei quali hanno subito una notevole perdita ossea.

Non c’è che dire: le alternative per curare la parodontite ci sono! Come già detto, la strada migliore rimane la prevenzione. Quando la si chiama in causa, non si può non citare, oltre all’importanza di usare lo spazzolino, anche il ruolo del filo interdentale e quello della dieta.

Per quanto riguarda quest’ultima, rammentiamo il fatto di non esagerare con l’apporto di zuccheri semplici e di aumentare l’assunzione di frutta fresca, frutta secca e pesce, ricchi di nutrienti che aiutano a ridurre l’infiammazione.