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Salerno: morte migranti, nessuna traccia di violenza ma si attende autopsia

Ancora un naufragio nel Canale di Sicilia, una strage di donne: dieci le vittime, 107 i superstiti. Un incidente che avviene proprio nel giorno in cui giunge ad Augusta il relitto del peschereccio affondato il 18 aprile 2015, provocando la morte - secondo i testimoni - di circa 700 migranti. La peggiore tragedia di sempre. Le dieci donne si trovavano a bordo di un gommone che ha cominciato ad affondare quando si trovava ad una ventina di miglia dalle coste libiche. Sul posto è intervenuta nave Diciotti, della Guardia Costiera, partita non appena ha ricevuto la richiesta di soccorso. ANSA/GUARDIA COSTIERA +++EDITORIAL USE ONLY - NO SALES+++
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Salerno – Iniziano quest’oggi le autopsie sui corpi delle 26 giovani migranti ripescate nei giorni scorsi in mare e trasportate sulla nave spagnola Cantabria a Salerno. Ieri sera, una volta ultimati i primi accertamenti, il pool dei medici legali con a capo il professor Antonello Crisci si è recato in Procura per aggiornare i magistrati delle risultanze dei rilievi. Al momento, non sembra che sui corpi ci siano segni evidenti di violenze o ferite profonde dovute, ad esempio, all’elica dei motori. Probabile la morte per annegamento. Ma per ora non vi sono notizie più dettagliate, in quanto è necessario attendere l’esito degli esami. Sui corpi dovrebbero essere effettuati anche test specifici per appurare se le giovani abbiano subito violenze prima o durante la traversata in mare.