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Piaggine rimane senza… fiume: Codacons diffida tutti

Felitto, le Gole del Calore a Remolino - Foto Arianna D'Ambrosio
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Felitto (Sa) – Acqua: tema centrale nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni. Due iniziative, apparentemente distanti, sviluppano la tematica da punti di vista differenti. La prima giunge da Felitto, paese noto per le Gole del Calore (nella foto in alto di Arianna D’Ambrosio), laddove il sindaco Casella annuncia l’iniziativa contro la diffusione della plastica: “Questa mattina abbiamo consegnato agli alunni della scuola dell’infanzia e primaria le borracce (in materiale eco-sostenibile, ndr) forniteci dal Parco Nazionale del Cilento Alburni e Vallo di Diano. Nei prossimi giorni saranno consegnate anche agli alunni della scuola secondaria di primo grado”.

La seconda è del Codacons e riguarda la siccità che colpisce, oramai, il fiume Calore. Così l’avvocato Pierluigi Morena, dell’ufficio legale del Codacons: “Da anni, puntuale, con la calura estiva, è arrivata anche quest’anno la ‘secca’ del fiume Calore, la quale – visto il protrarsi del caldo – perdura. La captazione ultradecennale delle acque sorgive sul Monte Cervati comporta una totale ‘secca’ a valle, nel tratto di Piaggine, nella stagione estiva il fiume va in sofferenza fino ad un assoluto prosciugamento con conseguenze devastanti per l’ambiente. Anche quest’anno il danno è visibile a tutti. Per un tratto lungo alcuni chilometri la fauna e la flora fluviale sono lasciati senza un goccio d’acqua, con irreversibili pregiudizi per l’ambiente. Abbiamo diffidato il Consorzio Acquedotto di Agropoli e tutti gli enti interessati, il Comune di Piaggine, la Comunità Montana, l’ente Parco e ancora Provincia e Regione Campania. La situazione ambientale è insostenibile e intollerabile: si è cancellata l’identità del Comune montano, si è già consumato un danno irreversibile all’ambiente e al paesaggio”. Il Codacons conta di “denunciare i fatti all’Autorità di Bacino e all’ATO”, enti di tutela che tutelano solo in astratto. “E’ solo un primo passo”, afferma Morena “andremo fino in fondo. È per questo che abbiamo chiesto ufficialmente agli enti interessati un incontro sui luoghi della ‘secca’, per prendere diretta coscienza del danno ambientale perpetratosi, per avere consapevolezza del pregiudizio che si reca anche all’economia locale”.