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Rifiuti: Legambiente contesta il piano-emergenza regionale

Il presidente campano dell'associazione attacca: "Fermo Acerra noto da un anno ma resiste la logica dei provvedimenti d'urgenza"

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Salerno – Legambiente critica, fortemente, la gestione dell’emergenza-rifiuti da parte della Regione.

Pochi minuti dopo la diffusione del comunicato attraverso il quale l’Ente ha portato a conoscenza dello svolgimento “a palazzo Santa Lucia, alla presenza del Vice Presidente Fulvio Bonavitacola della “conferenza di servizi alla quale hanno partecipato i rappresentanti degli Enti d’Ambito degli ATO Rifiuti, delle Province, della Città metropolitana di Napoli e delle Società provinciali di gestione dei rifiuti”, nel corso della quale “è stato presentato alla Regione il programma relativo al deposito temporaneo di rifiuti nel periodo di fermo del termovalorizzatore di Acerra per manutenzione straordinaria”. Nell’ambito della stessa, la Regione “ha preso atto nel quadro delle distinte competenze e responsabilità, del piano condiviso e sottoscritto da tutti i partecipanti, che ha l’obiettivo di coprire tutte le esigenze relative alla gestione dei rifiuti nel periodo in questione”. 

 

Il presidente regionale di Legambiente, Maria Teresa Imparato, ha scritto: “A pochi giorni dallo stop dell’inceneritore di Acerra si trova un accordo sui siti di stoccaggio provvisorio. Quattro giorni prima per far  fronte ad  una situazione di cui si ha notizia  da più di un anno. La tragicommedia dei rifiuti in Campania continua ad essere trattata con il metodo dell’emergenza e non della pianificazione e della gestione. Ci auguriamo che  il piano presentato non solo sia nel complesso capace di evitare scene già viste di rifiuti per strada ma soprattutto rispetti i tempi previsti in 90 giorni per i siti di stoccaggio temporaneo. Le comunità sono stanche e sfiduciate e rispettare i tempi è fondamentale e necessario.  Montagne di ecoballe ancora presenti sul territorio non fanno ben sperare per il futuro. Tutto questo in una Regione il cui sistema di gestione dei rifiuti urbani continua ad essere un labirinto che utilizza ancora  lo strumento dello smaltimento fuori dalla Campania di 800 mila tonnellate all’anno, oltre il 30% del totale e la quasi totalità della frazione organica. L’unica via d’uscita possibile dal labirinto dell’emergenza è  chiudere il cerchio con gli impianti di compostaggio, mettere in campo un’azione importante di prevenzione della produzione dei rifiuti e di sensibilizzazione per rilanciare la raccolta differenziata”.