Home Salerno Attualità Salerno Don Mario ci ripensa: “Nuove restrizioni, in chiesa solo preghiere personali”

Don Mario ci ripensa: “Nuove restrizioni, in chiesa solo preghiere personali”

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Salerno – Si susseguono DPCM, ordinanze e (conseguenti) posizioni della CEI  e per i sacerdoti diventa sempre meno facile districarsi nella serie di norme, grovigli, concessioni.

Preso atto delle nuove modalità per la somministrazione delle funzioni religiose al pubblico di fedeli statuite dai tre livelli competenti (Governo, Regione, CEI) il parroco di San Demetrio, Don Mario Salerno, rimodella la precedente posizione di apertura (leggi qui il suo intervento del 28 aprile) e, stamattina, fa sapere alla numerosa comunità di fedeli: “Fino a quando erano previste misure come il distanziamento sociale e l’uso delle mascherine, oltre ovviamente all’igienizzazione degli ambienti, si poteva riaprire con relativa tranquillità la nostra chiesa e iniziare a celebrare (possibilmente all’aperto) anche le esequie. Ma, dopo la recente comunicazione della CEI, le misure si fanno più stringenti prevedendo l’obbligatorietà delle misurazione della temperatura corporea, indicazione di percorsi e addetti alla sicurezza. Ritengo pertanto, come parroco, che non vi siano le condizioni per poter rispettare tutte queste restrizioni, finalizzate (come dicono) al bene comune. Da lunedì 4 maggio riapriamo la nostra chiesa solo per la preghiera personale dalle ore 10,30 alle ore 12,30, tutti i giorni. Quindi nessuna funzione religiosa con il popolo e, purtroppo, neanche le esequie, proprio per l’impossibilità a garantire il rispetto di tutte le prescrizioni. Nessuna ribellione quindi e nessuna violazione dei provvedimenti legislativi ma anche nessun attentato alla ‘comunione ecclesiale’, avendo riservato ai parroci ‘la decisione ultima di avvalersi o meno di tale possibilità valutando le dimensioni dell’edificio e l’attuabilità in concreto delle condizioni cautelative’ (Comunicazione dell’Arcivescovo del 30 aprile). E’ questa ‘attuabilità in concreto delle condizioni cautelative’ che risulta complicata e diventa un ostacolo al tanto richiesto e desiderato.
Attenderemo con serenità tempi migliori e più liberi, se e quando ci saranno. Continueremo a rimanere uniti, pur nella distanza e nella clausura forzata, attraverso i mezzi di comunicazione sociale, che ci hanno permesso sinora di vivere in profonda e vera comunione spirituale ed ecclesiale questo tempo di sofferenza planetaria nella prima fase emergenziale. Lo sarà anche in questa ‘fase 2’, che, a quanto dicono, pare essere più complessa e soprattutto più insidiosa”.