{"id":27092,"date":"2017-07-28T20:13:37","date_gmt":"2017-07-28T18:13:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.anteprima24.it\/?p=27092"},"modified":"2017-07-28T20:13:37","modified_gmt":"2017-07-28T18:13:37","slug":"salerno-camorra-ndrangheta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.anteprima24.it\/archivio\/salerno\/primo-piano-salerno\/salerno-camorra-ndrangheta\/","title":{"rendered":"Salerno: camorra e &#8216;ndrangheta. Porto principale scalo per il narcotraffico"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">Tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\">Salerno &#8211; Il clan D\u2019Agostino \u2013 Panella continua a detenere il controllo della citt\u00e0 di <strong>Salerno<\/strong> mentre a sud \u00e8 ripresa l\u2019attivit\u00e0 del sodalizio Pecoraro \u2013 Renna grazie alle nuove leve. E\u2019 quanto emerge dalla relazione della Direzione investigativa Antimafia, a Salerno diretta dal colonnello Giulio Pini, relativa al secondo semestre del 2016. Dalla lettura della stessa emerge che gli equilibri e le dinamiche interne della criminalit\u00e0 nell\u2019ambito del territorio della provincia sono rimasti sostanzialmente stabili. Le principali attivit\u00e0 illecite restano le estorsioni, l\u2019usura, l\u2019esercizio abusivo del credito, il traffico e lo spaccio di stupefacenti L\u2019azione repressiva, condotta anche con il contributo di collaboratori di giustizia, ha inciso sull\u2019operativit\u00e0 di storici sodalizi, privati della guida di capi carismatici. Ma, mentre i capi storici dei sodalizi criminali sono stati assicurati alla giustizia, si sono fatti largo nuovi gruppi che non esitano a commettere delitti efferati pur di ritagliarsi spazi sul territorio, come confermano alcuni reati spia, quali gli attentati dinamitardi e incendiari in danno di attivit\u00e0 imprenditoriali. Le prioritarie attivit\u00e0 illecite dei sodalizi locali rimangono le estorsioni, l\u2019usura, l\u2019esercizio abusivo del credito, il traffico e lo spaccio di stupefacenti, il cui approvvigionamento avverrebbe per lo pi\u00f9 dall\u2019area vesuviana e napoletana. Nella citt\u00e0 di Salerno, nonostante i tentativi di imporsi da parte di gruppi emergenti, lo storico clan D\u2019Agostino -Panella rimane punto di riferimento per la gestione del traffico di stupefacenti, dell\u2019usura e delle estorsioni. A Vietri sul Mare si segnala l\u2019interesse criminale di un gruppo facente capo alla famiglia Apicella. Il comune di Cava dei Tirreni, contiguo all\u2019agro nocerino-sarnese, continua a subire l\u2019influenza delle organizzazioni dell\u2019area limitrofa. Sebbene fortemente ridimensionato, il clan Bisogno risulta tuttora attivo nelle estorsioni si starebbe maggiormente affermando il gruppo Celentano, dedito ad attivit\u00e0 di natura usuraia, estorsiva ed al traffico di stupefacenti. La rilevanza della citt\u00e0 di Cava dei Tirreni e la centralit\u00e0 avuta in passato negli interessi della criminalit\u00e0 organizzata campana \u00e8 confermata dall\u2019esecuzione, nel mese di ottobre, da parte della Dia. di Salerno, del decreto di confisca dei beni, per un valore di circa 5 milioni di euro, a carico di un imprenditore del settore petrolifero, affiliato alla citata \u201cNuova Famiglia. Nella Valle dell\u2019Irno, dove insistono i comuni di Baronissi, Fisciano, Lancusi, Mercato San Severino, Montoro e Solofra, interessati dalla presenza di importanti insediamenti commerciali, permane l\u2019influenza del clan Genovese. Oltre a quest\u2019ultimo, a Mercato San Severino \u00e8 attivo un gruppo promosso da un soggetto, gi\u00e0 noto alle forze dell\u2019ordine, di Pagani che, attraverso sodali della zona, starebbe tentando di assumere il controllo delle attivit\u00e0 estorsive e del traffico di stupefacenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019agro Nocerino-Sarnese<\/strong> \u00e8 la zona della provincia di Salerno in cui la criminalit\u00e0 organizzata di stampo camorristico e quella comune hanno segnato maggiormente il tessuto economico locale. Nel passato hanno operato sulla zona clan capeggiati da personaggi di elevato spessore criminale, tutti sodali all\u2019organizzazione camorristica definita \u201cNuova Famiglia\u201d. L\u2019attivit\u00e0 repressiva condotta nel tempo ha eroso le strutture dei sodalizi pi\u00f9 articolati, generando di conseguenza gruppi minori autonomi, che starebbero comunque risentendo dell\u2019influenza dei clan pi\u00f9 articolati dell\u2019area napoletana o avellinese (Fontanella di Sant\u2019Antonio Abate, Cesarani di Pompei e Castellammare di Stabia, Annunziata -Aquino di Boscoreale, Graziano di Quindici). A Nocera Inferiore, l\u2019azione di contrasto delle Forze di Polizia sembrerebbe confermare il predominio del sodalizio Mariniello, i cui interessi illeciti si sarebbero affermati nello spaccio di stupefacenti, nell\u2019infiltrazione degli appalti pubblici, nell\u2019usura e nelle estorsioni. Sul territorio \u00e8 stata comprovata la presenza di altri tre gruppi; si tratta dei clan Cuomo, capeggiato da un ex affiliato al gruppo Contaldo di Pagani, in passato egemone in gran parte dell\u2019agro nocerino-sarnese; D\u2019Elia, operante nel quartiere di Piedimonte e Bergaminelli. L\u2019equilibrio criminale tra questi gruppi risulta alquanto instabile in ragione dei convergenti interessi nel settore degli stupefacenti. Nel comune di Angri, le attivit\u00e0 di contrasto che hanno colpito il clan Nocera, alias dei \u201cTempesta\u201d, avrebbero spinto giovani pregiudicati a tentare di conquistarne la leadership, anche con il sostegno dei clan attivi nei limitrofi centri dell\u2019entroterra vesuviano. Proprio ad Angri, nel mese di ottobre, la Dia di Salerno ha eseguito la confisca di un immobile del valore di oltre duecentomila euro, nella disponibilit\u00e0 di un pluripregiudicato condannato per associazione per delinquere, usura, estorsione e sfruttamento della prostituzione. A Pagani, sebbene sensibilmente limitato nella sua operativit\u00e0 dall\u2019azione di contrasto della magistratura, si conferma il predominio del sodalizio Fezza-Petrosino -D\u2019Auria, particolarmente propenso ad infiltrare le attivit\u00e0 imprenditoriali del posto. L\u2019usura e le estorsioni, unitamente al traffico di stupefacenti, perpetrati in concorso con esponenti di organizzazioni camorristiche dell\u2019hinterland vesuviano, risultano, in generale, le principali attivit\u00e0 illecite condotte dalle restanti organizzazioni paganesi. A Sarno \u00e8 attivo il clan Serino e si conferma la presenza di una propaggine del clan Graziano (originario dell\u2019avellinese), che risulta operativa anche sui limitrofi comuni di Siano e Bracigliano. A Sant\u2019Egidio del Monte Albino si registra una situazione criminale dagli equilibri mutevoli. Lo storico clan Sorrentino, la cui struttura organizzativa \u00e8 stata fortemente minata dalle operazioni di polizia, continuerebbe a gestire le attivit\u00e0 illecite sul territorio con l\u2019ausilio di personaggi collegati alle organizzazioni attive a Pagani e Nocera Inferiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nella Piana del Sele<\/strong> e in particolare nei comuni di Eboli, Battipaglia e Pontecagnano, storicamente soggetti all\u2019egemonia del clan Pecoraro-Renna, la frattura realizzatasi in seno allo stesso ad opera di alcuni affiliati, aveva determinato la costituzione dei sodalizi Trimarco, Frappaolo e Giffoni. A Bellizzi il controllo delle attivit\u00e0 illecite sarebbe mantenuto dal clan De Feo, anch\u2019esso nel tempo indebolito. Pi\u00f9 di recente \u00e8 emersa l\u2019operativit\u00e0 criminale di nuove leve nel traffico degli stupefacenti, acquistati a Napoli e nel suo hinterland. Allo stesso tempo sempre grazie ad opera di giovani leve, \u00e8 ripresa l\u2019attivit\u00e0 del clan Pecoraro\/Renna. Passando all\u2019Alto Cilento, ad Agropoli si segnalano alcuni membri del menzionato clan napoletano Fabbrocino e la famiglia di nomadi Marotta. L\u2019area del Medio e Basso Cilento, esposta anche alle mire della criminalit\u00e0 organizzata calabrese, si caratterizza per l\u2019operativit\u00e0 dei gruppi facenti capo alle famiglie Gallo e Balsamo di Sala Consilina, in passato consorziate in un unico sodalizio e oggi divise. Nello specifico, la famiglia Gallo \u00e8 risultata in contatto con cosche dell\u2019alto Ionio e Tirreno cosentino. \u00c8 quanto emerge dall\u2019operazione \u201cFrontiera\u201d, conclusa dall\u2019Arma dei Carabinieri nel mese di luglio con l\u2019esecuzione di un\u2019ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di 58 indagati per associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, rapina, usura e altri gravi reati. Contestualmente fu data esecuzione a un decreto di sequestro preventivo di beni mobili e immobili del valore di circa 7 milioni di euro. I provvedimenti scaturiscono da un\u2019indagine avviata nei confronti di pregiudicati salernitani appartenenti alla citata famiglia Gallo, attivi nei territori del Cilento e del Vallo di Diano e risultati in collegamento con esponenti delle cosche \u2018ndranghetiste Muto di Cetraro (CS) e Valente-Stummo di Scalea (CS).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A <strong>Scafati<\/strong> permane il clan Loreto -Ridosso, i cui vertici sono stati colpiti con l\u2019operazione \u201cSarastra\u201d, conclusa nel mese di luglio dalla Dia di Salerno e dall\u2019Arma dei Carabinieri con l\u2019esecuzione di un fermo di indiziato di delitto nei confronti di quattro soggetti, responsabili di diverse estorsioni nei confronti di imprenditori del settore ortofrutticolo della zona. La collaborazione con la giustizia di uno dei maggiori esponenti del citato clan ha peraltro disvelato le connivenze dell\u2019organizzazione con organi amministrativi locali. Sempre nell\u2019ambito del contesto investigativo \u201cSarastra\u201d. Il 25 novembre 2016, la sezione del Riesame del Tribunale di Salerno \u2013 riconoscendo come particolarmente significative le risultanze investigative raccolte dalla locale Sezione operativa della Dia \u2013 ha emesso un\u2019ordinanza con cui ha parzialmente accolto l\u2019appello proposto dalla Procura della Repubblica della sede avverso il provvedimento di rigetto di applicazione di misure cautelari, emesso il 28 giugno 2016 dal Giudice per le indagini preliminari, conseguente alla richiesta di custodia cautelare in carcere nei confronti del sindaco pro tempore di Scafati e di altri tre soggetti, due dei quali ritenuti elementi di vertice del clan sopra citato. Il collegio giudicante ha accolto l\u2019appello del pubblico ministero per violazione della legge elettorale, riconoscendo l\u2019aggravante del metodo mafioso, in Occasione delle elezioni amministrative del 2013 e del 2015.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>porto<\/strong> di Salerno utilizzato dalla \u2018ndrangheta per l\u2019approvvigionamento dello stupefacente. La droga veniva occultata in cargo contenenti riso, grazie alla copertura di un societ\u00e0 di import-export, con sedi a Milano e Roma, controllata da imprenditori prestanome della consorteria mafiosa. Ancora la \u201crotta atlantica\u201d \u00e8 stata al centro delle investigazioni concluse, nel mese di luglio, dalla Guardia di Finanza nell\u2019ambito dell\u2019operazione \u201cVulcano\u201d. Dalle indagini \u00e8, infatti, emerso come esponenti dei clan Mol\u00e8, Piromalli, Alvaro e Crea avessero organizzato un vasto traffico di cocaina che, attraverso gli scali portuali panamensi di Cristobal e Balboa, veniva fatta arrivare nei porti di Rotterdam, Livorno, Napoli, Salerno, Genova e Gioia Tauro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I clan calabresi tentano di conquistare il territorio della Campania ed in particolare quello Cilentano. A Cosenza e nei comuni limitrofi permane l\u2019aggregato denominato Rango-Zingari, sorto dalla fusione tra i superstiti della scomparsa cosca Bruni e il clan degli zingari, capeggiato da elementi della famiglia Rango. Il sodalizio risulta legato da un patto federativo con le altre due compagini mafiose cosentine dei Lanzino -Patitucci e dei Perna-Cicero.Nel periodo d\u2019interesse la cosca Muto, egemone nell\u2019alta fascia tirrenica cosentina, con importanti propaggini dalla Basilicata alla Campania, \u00e8 stata significativamente colpita dall\u2019operazione \u201cFrontiera dell\u2019Arma dei Carabinieri, conclusasi nel mese di luglio con l\u2019esecuzione di un\u2019ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 58 responsabili,tra cui il capo clan. Le indagini, scaturite a seguito del omicidio avvenuto a Pollica &nbsp;nel 2010 del sindaco Vassallo, hanno documentato l\u2019operativit\u00e0 del clan nel Cilento e nel Vallo di Diano facendo luce, al contempo, su una serie di condotte estorsive e su un vasto traffico di stupefacenti diretto alle principali localit\u00e0 balneari della costa tirrenica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Salerno &#8211; Il clan D\u2019Agostino \u2013 Panella continua a detenere il controllo della citt\u00e0 di Salerno mentre a sud \u00e8 ripresa l\u2019attivit\u00e0 del sodalizio Pecoraro \u2013 Renna grazie alle nuove leve. E\u2019 quanto emerge dalla relazione della Direzione investigativa Antimafia, a Salerno diretta dal colonnello Giulio Pini, relativa al secondo semestre del 2016. 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