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Si è tenuto questa mattina, presso la sede dell’Ato Rifiuti di collina Liguorini, un confronto sul presente e sul futuro della gestione del ciclo integrato dei rifiuti in Provincia di Avellino. L’appuntamento – fortemente voluto dalle organizzazioni di categoria che hanno espresso le preoccupazioni per l’attuale momento vissuto dal comparto e i timori per le prospettive, legate alle decisioni che assumerà l’Ato Rifiuti – ha visto la partecipazione dei Presidenti dell’Ato, Valentino Tropeano e dell’amministrazione provinciale, Domenico Biancardi, dei vertici di Irpiniambiente – con l’amministratore unico Matteo Sperandeo e il direttore generale Armando Masucci – del direttore generale Annarosa Barbati e dei consiglieri dell’Ato Rifiuti Luigi Lanzetta ed Ernando Zoina.

Il confronto è stato l’occasione per ribadire la volontà generale di assicurare alle comunità un servizio efficiente a costi più contenuti. L’appuntamento è servito, altresì, per assicurare ai rappresentanti sindacali ed ai lavoratori del settore le prime risposte ai numerosi interrogativi. L’amministratore unico di Irpiniambiente Sperandeo ha annunciato il trasferimento alla Regione dei crediti vantati da 18 comuni – gli enti locali beneficeranno di un rateizzo anche quindicinale ed a costo zero – per far fronte ad un debito di circa 18milioni di euro maturato dalla società provinciale.

Nel contempo, nel caso in cui non dovessero arrivare risposte concrete per quanto concerne i crediti vantati entro il prossimo mese di settembre, i vertici di Irpiniambiente potrebbero fare ricorso alla piattaforma dei crediti commerciali che impone un obbligo a pagare le fatture entro 60 giorni. Il Presidente dell’amministrazione provinciale Biancardi, dal canto suo, ha confermato l’impegno dell’ente di palazzo Caracciolo a investire ulteriormente nella società per renderla appetibile in vista del trasferimento delle competenze ai comuni.

Il presidente dell’Ato Valentino Tropeano ha ribadito la volontà di perseguire la strada dell’affidamento in house del servizio, anche se “potrà essere solo l’assemblea dei sindaci ad esprimersi sulle modalità di gestione ed a scegliere tra pubblico e privato”. “L’Ato rifiuti – evidenzia – non è in ritardo: ha fatto grandi passi in avanti, assumendosi pure responsabilità importanti con l’individuazione del sito di Chianche per l’allocazione di un impianto per il trattamento della frazione organica dei rifiuti. Vogliamo continuare a fare la nostra parte fino in fondo e abbiamo tutto l’interesse a procedere speditamente per dare il via ad una nuova fase di gestione che sia caratterizzata da un servizio sempre più efficiente a costi contenuti”.