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Avellino – Il doppio turno casalingo per l’Avellino si è trasformata in una Waterloo. Al Partenio-Lombardi passa il Bisceglie e poi la Virtus Francavilla. Un doppio turno che poteva essere di slancio per i lupi di Giovanni Ignoffo, ma che oggi fa suonare qualche campanello d’allarme. Non solo per via della doppia sconfitta. Le polveri bagnate dell’attacco dell’Avellino comincia a preoccupare. Nella prima frazione di gioco la formazione irpina crea qualche occasione, ma la sfortuna e il poco cinismo non premia.

ATTACCO ABULICO. Nelle prime sei giornata di campionato l’Avellino ha realizzato nove gol. Tre sigilli portano la firma di Di Paolantonio. E l’attacco? L’attacco deve accontentarsi di un gol Albadoro e Charpentier. Nessun centro per Alfageme. Troppo pochi i due gol segnati dall’attacco dei lupi. Aspetto da non sottovalutare considerando che l’Avellino si presenta spesso e volentieri con una sola punta, ma che viene supportata dagli esterni. Urgono, e anche in fretta, i gol dei tre attaccanti, chiamati a concretizzare quel poco che la squadra in quest’ultimo periodo sta costruendo. All’orizzonte la sfida contro la Cavese che manderà in archivio il mese di settembre. Ottobre si presenterà con diversi big match. Bari, Ternana, Reggina e Catanzaro. Quattro formazioni costruite che ambiscono alle zone nobili del Girone C di Serie C.

“CIUCCIO PER CIUCCIO”. Nel post gara il direttore sportivo Salvatore Di Somma è stato chiaro: “Prendere uno svincolato ora significa aspettare la condizione giusta”. Senza dimenticare che pescare nel mercato estero si potrebbe incappare in qualche bidonata. L’Avellino, fino a gennaio, dovrà continuare il campionato con questa squadra. Squadra giovane, ma soprattutto plasmata in pochi giorni. Probabilmente deve trovare la giusta chimica. E’ normale. E soprattutto è normale che i lupi devono ambire ad un solo obiettivo: la salvezza.

IL LUPO CAMBIA IL PELO. Nessun vuole sostituirsi al tecnico Ignoffo o il suo vice Cinelli. Solo che appare lampante che bisogna cambiare qualcosina nel canovaccio tattico. Il 5-4-1  o 4-5-1 che ha regalato tre vittorie all’Avellino sembra essere ormai carta letta per gli avversari. L’Avellino può essere paragonata ad un dottor Jekyll e mr. Hyde. Un gruppo che si dimostra cinico quando affronta una squadra che permette di sfruttare gli esterni oppure i contropiede. Abulica nel momento in cui dall’altra parte della barricata c’è una formazione che riesce a chiudere gli spazi e a non far buttare palla sugli esterni. L’Avellino dovrà ripartire da questi due aspetti, che nel calcio al di là dei moduli e dei numeri, è fondamentale.