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Avellino – “E’ un onore essere in una società importante, di essere stato scelto tra tanti allenatori” parla così il neo tecnico dei lupi, Archimede Graziani. “Conoscere questa proprietà eccezionale per me è davvero importante – spiega – Al mio fianco avrà Maurizio Macchioni, che mi segue ormai da anni. Il preparatore dei portieri sarà Fabio Pattuzzi, che ha avuto diverse esperienze importanti tra cui il Chievo Verona in A. Il quadro si conclude con il prof Pietro La Porta con cui ho avuto modo di conoscerlo precedentemente dopo la chiamata del Cuneo”. “E’ impossibile dire no all’Avellino – spiega il tecnico – Non nego che mi ha fatto stare sulle spine per due giorni. Appena ho ricevuto la chiamata della società ero al mare con mio figlio, ho lasciato quest’ultimo alla vicina, e sono corso a casa a fare la valigia”. “In passato c’è stato un Graziani (91-92, ndr.), ma non è un mio parente. Ecco il motivo perché andata male. Al di là di questo, però, a Mantova ho lavorato con il figlio. Persone squisite”.

“I calciatori dovranno dare freschezza, ma soprattutto voglia – continua – I vecchi, invece, dovranno darci quel pizzico di esperienza in più. Non bisogna mai forzare i giovani, se c’è da attaccare al muro un calciatore, bisogna farlo con i più esperti. I giovani vanno tutelati. Mettersi addosso la maglia dell’Avellino è diverso da mettersi addosso altre maglie. Chiederò ai miei uomini un senso di appartenenza importante. Se ci sarà questo, allora saremo sulla strada giusta. Al di là di ogni retorica per me conterà il rispetto e l’educazione. Spero di essere all’altezza dell’Avellino”. “Partenio-Lombardi? Ho visto delle foto la notte scorsa – spiega – Non ci sono parole. Io vi chiedo di aiutarmi.I giocatori non dovranno avere la paura. Se non ti danno niente noi giochiamo con quattro elementi in meno. Son contento della pressione. Non bisogna aver paura della pressione, ma non averla” conclude.