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Avellino – Walter Taccone rompe il silenzio. Il Presidente dell’Us Avellino 1912 ha voluto metterci la faccia alle accuse arrivate in questi giorni dopo l’ingresso in società di Angelo Ferullo. “Voglio chiarire cosa è successo in società – dichiara TacconeDa qualche tempo stiamo trattando con tre o quattro gruppo tra cui Angelo Ferullo. Quest’ultimo ha sponsorizzato l’Avellino già cinque o sei mesi fa. Ha voluto dare una mano e chiesto di comprare il 15% delle quote. Ha escluso una possibile carica di amministratore unico o amministratore delegato non ha voglia di incrinare i rapporti tra piazza e società“.

L’Avellino ha avuto un lieve incremento delle spese, non di debiti – continua Taccone – Noi paghiamo i contributi ai tesserati, l’Avellino dalla classifica di B è la sesta squadra del campionato per gli ingaggi, 7,4 milioni di ingaggi nello specifico. Ho avuto modo di parlare con la squadra ieri pomeriggio, ma soprattutto per chiarire la situazione. Poi chiarisco che se un imprenditore irpino vuole l’Avellino io posso fare un passo indietro. Posso abbandonare il ruolo di patron e fare il socio di minoranza discutendo un prezzo equo“.

Il Patron dei lupi parla anche della situazione debiti: “Ogni anno abbiamo introiti da parte della lega – spiega – Biglietti e sponsor aumentati dell’Iva del 22% che viene rateizzata ogni anno e siamo in regola con i pagamenti trimestrali con questa imposta“. Taccone parla anche delle dichiarazioni di Michele Gubitosa: “Mio figlio Massimiliano mi ha spiegato la situazione – continua –  Forse ha letto male i dati perché chi fa calcio deve sapere che non è un’impresa come un’attività normale. Ci sono delle anticipazioni per la Lega e la vendita di giocatori, che compare come passività, che non è un debito. Michele è un caro amico, probabilmente la rabbia ha avuto la meglio su di lui. E’ stato un socio ideale che ha dato una grossa mano all’Avellino“.

Taccone fa un ritorno su Angelo Ferullo: “Ha preso del tempo per riflettere se ricoprire il ruolo di amministratore unico o delegato – prosegue – Ha avuto una disavventura con il Latina e sembra che sia il traghettatore del fallimento dell’Avellino, ma come può fallire se l’85% resta mio? E’ ridicolo. Un eventuale ingresso di maggioranza è condizionata alla mia presenza. Se qualcuno vuole il 100% dirò no a qualunque offerta, io resto nella società. Farò il presidente onorario come inserito nel nuovo statuto con deleghe specifiche e questo è quello che mi aspetto“. Il Patron dei lupi parla anche della situazione del diesse Enzo de Vito: “Fin quando sarò all’Avellino l’avvocato sarà al mio fianco – continua – Se arriverà una chiamata da parte della Juventus saremo contenti. Ma ripeto finché sarò qui non andrà via da Avellino“. “D’Agostino? Non ho mai parlato male di nessuno – continua Taccone –  lui come Gubitosa sono personaggi importanti e magari potrebbero fare una cordata e prendere l’Avellino, non lo sappiamo“.

L’Avellino è sempre stato in vendita e lui lo sa, non prendo in giro nessuno e per il 15% ho avuto 11 mila euro – sottolinea TacconeE’ una cifra irrisoria. Ferullo non deve avere milioni di euro per entrare nell’Avellino, se può portare sponsorizzazioni per me vale davvero tanto. Abbiamo un monte giocatori importante e tre di questi valgono almeno 10 milioni, ho 2 lauree e non dico sciocchezze, faccio la mia professione e so cosa dico. Quando ho detto che con Bastien e Omeonga avremmo preso soldi così è stato, 1,3 milioni solo per Stephane“.

Taccone parla della sfida di domani sera contro il Frosinone: “Il mister mi ha detto che vuole vincere – sorride il numero uno biancoverde – Posso assicurare che domani sera sarò al “Benite Stirpe” al fianco dei miei ragazzi. I giocatori hanno qualità, determinazione e quella ‘cazzimma’ che molti hanno ma qualcuno no. Dobbiamo anche sottolineare che abbiamo dovuto rinunciare ad alcuni calciatori come Gavazzi o Morosini“.

Il mercato? Prenderei dei cavalli di ritorno – conclude Taccone – Nei giorni scorsi ero a Lisbona non ho avuto modo di incontrare Galabinov. E’ al Genoa anche per merito mio – rivela – Donatelli mi chiese un parere su di lui”. Sul caso Catanzaro, Taccone spiega: “Abbiamo lasciato tutto nelle mani della Procura Federale – ammette – Ripeto il nome di Taccone non figura da nessuna parte. Io non conosco Cosentino…“.