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Avellino – Le immagini potrebbero bastare per restituire ai nostri lettori e in particolare ai cittadini avellinesi lo stato in cui versa la Casina del Principe. Parlare di vergogna è riduttivo soprattutto in queste ultime settimane che da Palazzo di Città è partito il nuovo tormentone dell’estate, la priorità su tutto è il decoro urbano. E stiamo vedendo con quanto amore ed attenzione l’Ente di Piazza del Popolo stia operando per ricreare una condizione minima di decenza in tutte le strutture, peraltro ognuna con una storia degna di conoscenza e senso di appartenenza, che rappresentano il patrimonio storico,architettonico e culturale del territorio.

Con Casina del Principe si è, probabilmente, toccato il fondo. La vicenda è ritornata in aula consiliare, nel corso della seduta di ieri, attraverso le consigliere Francesca Di Iorio della minoranza- gruppo Si Può e Barbara Matetich, della maggioranza –  gruppo Democratici per Avellino.

La consigliera Di Iorio ha presentato una interrogazione agli assessori alla cultura e al patrimonioGambardella e Valentino dai quali- precisa- non ha avuto risposta, per capire le intenzione rispetto all’attivazione del progetto Jump finanziato nell’ambito del bando regionale Benessere Giovani. L’esponente di opposizione vuole sapere se è stata modificata la destinazione d’uso dell’immobile e ricorda che per questo provvedimento ci si deve rapportare al Pica. Altro aspetto ha riguardato la richiesta sui costi che il Comune dovrà sostenere per la gestione della storica sede che per i prossimi due anni dovrebbe diventare un centro polifunzionale.

Proprio dei costi per tenere aperta la Casina del Principe si è occupata la consigliera Barbara Matetich che ha fornito cifre interessanti che afferiscono al totale delle spese che evidentemente il Comune sarà chiamato a sostenere. Si dovrebbe trattare di un impegno economico di poco meno di 90 mila euro all’anno tra le voci di guardiania, di servizio di supporto per gli eventi, di pulizia del giardino, di manutenzione ordinaria e straordinaria, di impianto di riscaldamento e di polizza assicurativa.

Ad oggi la Casina del Principe è aperta e quindi al suo interno le attività di chi occupa le varie stanze si svolge regolarmente nonostante la condizioni di incuria e di abbandono in cui versa l’edificio. E nel corso della nostra visita al suo interno abbiamo appreso che proprio nella giornata di ieri l’assessore al patrimonio avrebbe assicurato che al massimo fra sette giorni saranno predisposti tutti gli interventi necessari a ripristinare la fruizione dei luoghi. C’è anche chi, frequentando quotidianamente la struttura, si è detto pronto a rimboccarsi le maniche per provvedere almeno al taglio dell’erbe vista anche la pericolosità del giardino dove la vegetazione altissima potrebbe richiamare animali di qualsiasi specie oltre al fatto che la presenza delle zanzare in quantità eccessiva è diventata una costante.

Stando al consiglio comunale, la seduta è durata giusto il tempo delle interrogazioni, chiaramente la maggioranza ha fatto  mancare il numero legale e quindi si tornerà in Aula il prossimo 10 luglio alle ore 15.30.Tra le altre interrogazioni sempre il consigliere Francesca Di Iorio ha chiesto , a garanzia degli abitanti e dei pedoni,l’installazione dei dissuasori di velocità anche lungo Via Lorenzo Ferrante , traversa che si trova in prossimità di Santa Maria delle Grazie, e che viene percorsa ad alta velocità dagli automobilisti . Altra questione ha riguardato il parco verde che si trova nella zona di valle ed è adiacente ad un’area di sgambatura comunale per i cani. All’interno del parco, però, è stata recintata un’altra parte di zona a verde. Il Consigliere Di Iorio ha chiesto verifiche sulle autorizzazioni e sulla regolarità di realizzazione della recinzione per la sicurezza dei cani e delle tante persone e bambini che frequentano il parco.Sull’ emergenza idrica, su come si sta gestendo, è stato il Sindaco a fornire indicazioni annunciando che al massimo entro 10 giorni i disagi saranno superati e si uscirà da questa fase di difficoltà, caratterizzata da interruzioni notturne del servizio di erogazione dell’acqua, come ha riferito l’Alto Calore.