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di Marco Imbimbo

Avellino – Il Consiglio comunale approva consuntivo 2016 ed equilibri di bilancio, chiudendo, così, una partita rimasta in sospeso da metà luglio. A preoccupare, però, sono i numeri con cui sono stati licenziati i due documenti: appena 14 “si”, Adriana Percopo (Pd) si astiene, mentre l’opposizione abbandona l’Aula in segno di protesta. Sulla falsa riga di quanto successo il giorno prima per il piano di zona, c’è stato un duro botta e risposta tra opposizione e amministrazione coni primi che hanno bersagliato di pregiudiziali l’assessore al Bilancio, Maria Elena Iaverone.

In più punti, il documento contabile è stato oggetto di contestazioni: dai conti delle partecipate, ai crediti di dubbia esigibilità, copertura dei costi dei servizi a domanda individuale, ma anche assenza del rendiconto del teatro Geasualdo. Argomenti puntualmente respinti dall’amministrazione, così come ha risposto l’assessore al bilancio al termine di ogni pregiudiziale, ma senza fornire una spiegazione mandando su tutte le furie la minoranza. Per contro il consigliere d’opposizione, Costantino Preziosi (La Svolta), ha richiesto al segretario generale, Riccardo Feola, di inviare «pregiudiziali e risposte date alla Procura e alla corte dei conti per verificare anche l’eventuale sussistenza di omissioni».

Ad illustrare il Consuntivo 2016 ci ha pensato l’assessore Iaverone sottolineando come questa amministrazione abbia riconosciuto molti debiti fuori bilancio e iscritto al «ruolo della tari più di mille nuovi contribuenti», così come c’è un avanzo di gestione di circa 19 milioni di euro e un fondo cassa di circa 10 milioni. Numeri che, a dire il vero, non hanno impressionato l’opposizione che, anzi ha attaccato duramente l’amministrazione Foti a cominciare da Costantino Preziosi che ha ricordato come, per la seconda volta in quattro anni, il Comune sia stato dichiarato nuovamente ente strutturalmente deficitario a causa di presenze importanti di pignoramenti e residui attivi non riscossi. «Sui primi non conosciamo neanche l’entità. Sui secondi sappiamo che, a fronte di circa 150 milioni di euro ne sono stati incassati solo 28 milioni. Essendo ente strutturalmente deficitario il prossimo anno aumenteranno i costi dei servizi a domanda individuale».

Ancora più critica Nadia Arace: «La Iaverone ha spiegato che il rendiconto è l’esito delle politiche di un anno e quella dichiarazione di ente strutturalmente deficitario ne rappresenta l’esito perfetto.Per molto tempo avete contestato l’eredità di Galasso, ma a chi verrà lascerete un ente più povero, tasse più alte, teatro chiuso, Acs con un forte debito». Non è andato per il sottile nemmeno Giancarlo Giordano: «Quando si è trattato di approvare lo schema sul Piano di Zona, i banchi della maggioranza si sono riempiti solo perchè c’erano gli incarichi e il potere da gestire e distribuire all’interno del Pd, oggi non essendoci questo tornate ad essere minoranza e i banchi si svuotano».