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Nel giorno in cui l’Italia tutta celebra la Giornata nazionale in memoria di tutte le vittime della pandemia da COVID19, in Irpinia si interscea un anniversario nell’anniversario.

Quello della perdita del dottor Angelo Frieri, Dittore sanitario dei presìdi ospedalieri dell’Asl di Sant’Angelo dei Lombardi e di Ariano Irpino proprio nel primo terribile anno della pandemia- 2020 stroncato da un malore il 18 marzo 2021 a 69 anni.

Medico esemplare dalla straordinaria umanità, un professionista ed un uomo che ha dimostrato di ritenere la medicina un atto d’amore per la vita, per il prossimo. E non è un caso che il dottor Angelo Frieri è stato un infaticabile e capace protagonista nella lotta al Covid19, in prima linea  sin dalle quelle primissime ore di quel terribile marzo 2020 che ha cambiato la vita a tutti, e disseminato morte.

Alla data del 16 marzo del 2020, il dottor Frieri assunse la direzione sanitaria dell’ospedale di Ariano, Comune dichiarato zona rossa, emblema della fase emergenziale più difficile in un territorio in quei giorni secondo solo a Napoli in Campania per numero di casi e vittime.
Arrivò ad Ariano in un momento concitato per l’Italia intera, quando le autorità sanitarie stavano ancora perfezionando i protocolli sanitari, mentre si facevano i conti con la carenza spesso anche degli strumenti basilari. Ma non si perse d’animo, non ha mai esitato a misurarsi da vicino con il nemico invisibile del virus, per adempiere alla missione che si era scelto da giovane: curare, sanare, soccorrere.

L’anno successivo, nel 2021, quel malore che l’ho strappo alla vita e, “scherzi” del destino, lo portò via proprio nel giorno scelto dal Governo per celebrare la  prima Giornata nazionale per le vittime da covid: da data scelta è stata identificata nello stesso giorno del 2020 in cui i mezzi pesanti dell’Esercito Italiano contribuirono alla rimozione delle centinaia di bare depositate presso il cimitero monumentale di Bergamo.

A ricordare che “Oggi sono tre anni che è morto il dott. Angelo Frieri, la cui umanità e la straordinaria generosità sono un’eredità difficile da dimenticare”, il Sindaco e l’Amministrazione comunale tutta lo ricordano commossi.
 
Sullo sfondo il ricordo dell’Irpinia alle tante vittime del covid, da illustri medici come il cardiologo Giuseppe Aldo Spinazzola, primo medico irpino stroncato dal virus, al  ginecologo Leonardo Nargi, l’anestesista Sergio Pascale, l’infettivologo Mario Claudio Magliocca, lo psichiatra Eduardo Ferri.
E poi tanti uomini e donne strappati all’affetto dei propri cari che ancora oggi, a distanza di quattro anni dallo scoppio della pandemia, si chiedono ancora perchè.