Cantelmo: “Le scarcerazioni possono far riorganizzare la criminalità”

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Avellino – “In Irpinia vige sempre più l’indifferenza. Il dato palese arriva dall’arresto del boss del nolano, Pasquale Russo, arrestato lo scorso novembre a Sperone latitante da circa 25 anni. E nessuno della comunità si è accorto di nulla? Eppure Russo è stato vestito, gli è stato portato da mangiare per mesi”. E’ il monito del Procuratore di Avellino, Rosario Cantelmo, intervenuto questa mattina al “Manlio Rossi Doria” per la “Giornata della memoria e dell’impegno per le vittime innocenti delle mafie” alla presenza del Prefetto di Avellino Maria TironeEmilia Noviello di Libera. Manifestazione creata  in collaborazione con la fondazione ‘Pol.i.s’ e l’associazione Libera rispettivamente guidate in Campania da don Tonino Palmese e Fabio Giuliani.

“Ad oggi l’Irpinia non è più un’isola felice – continua Cantelmo – Siamo sospesi tra l’indifferenza e l’accettazione dell’inferno che ci circonda ogni giorno. Nei prossimi mesi avremo delle scarcerazioni eccellenti e, purtroppo dovremo fare i conti con un tessuto sociale che non è cambiato. E ad oggi nulla vieta una nuova riorganizzazione”. Cantelmo scuote gli animi dei professori e degli alunni presenti: “La scuola ha un ruolo fondamentale – ammette – Soprattutto per insegnare i valori della legalità.  Ci sono zone in cui è difficile far capire certi concetti che a noi sembrano scontati. Basti pensare che ci sono delle zone nel napoletano che la camorra viene vista come un degno alleato. In quelle stesse zone, però, ci sono dei ragazzi che sanno dov’è il bene e hanno capito che non c’è una strada alternativa a quella della legalità. Bisogna ripartire, appunto, da questi esempi”.

Il monito arriva anche da Aldo Policastro procuratore di Benevento: “Ad oggi la tutela del territorio e dell’ambiente è puntata  nell’arianese, una zona dove si investe molto e che cerchiamo di controllare nel migliore dei modi”. “Infiltrazioni dal vicino foggiano? Non c’è una forte pressione anche se c’è qualche episodio criminale – ammette – Parliamo comunque di una zona abbastanza tranquilla, ma nonostante ciò bisogna vigilare con grande attenzione. La Valle Caudina – continua Policastro – Richiede una forte attenzione, sono realtà vivaci anche da un punto di vista economico. Il clan Pagnozzi attualmente resta forte e strutturato”.

“Serve la collaborazione di tutti – spiega il Prefetto Tirone – Le isole felici non esistono più. E soprattutto bisogna diffondere i valori delle legalità nella scuola resta una priorità. In questo senso sarà fondamentale il contributo messo in campo dalla società civile”. “Parlare ai ragazzi è fondamentale, sono loro il nostro futuro” incalza Don Tonino Palmese.