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Nel cuore dell’Irpinia, tra fede, emozione e appartenenza, oggi la comunità di Gesualdo ha vissuto ancora una volta la suggestione del Volo dell’Angelo, il rito che da quasi due secoli accompagna i festeggiamenti in onore di San Vincenzo Ferreri, patrono del paese.

Un bambino, sospeso su un cavo d’acciaio teso tra il Castello di Gesualdo e il campanile della Chiesa del SS. Rosario, ha attraversato la piazza principale tra gli sguardi rapiti dei fedeli e dei visitatori giunti da tutta la provincia. Un gesto che, anno dopo anno, continua a rappresentare purezza, speranza e fede, trasformandosi in un momento collettivo di devozione e orgoglio.

La rappresentazione ha riproposto l’antica disputa tra angelo e diavolo, simbolo eterno della lotta tra bene e male, accolta con applausi e commozione dal pubblico. In serata, come da tradizione, l’angelo compirà il suo “ritorno al cielo”, suggellando la conclusione del rito e lasciando nel cuore della comunità la forza di un legame che unisce passato e futuro.

“Il Volo dell’Angelo non è solo spettacolo – raccontano i membri del comitato festa – ma memoria viva, promessa di continuità e testimonianza della nostra identità.”

A Gesualdo, ancora una volta, la fede si è fatta emozione condivisa: un abbraccio collettivo al santo protettore e un rito che continua a custodire l’anima del paese. In tanti hanno partecipato, rendendo ancora più forte il senso di comunità e di appartenenza che accompagna questa tradizione.