Tempo di lettura: 2 minuti

Prosegue la rubrica “Quattro chiacchiere con…” a cura del Cus Avellino. Il protagonista di questo appuntamento è il portiere Alessio Lepore

 
Il tuo ricordo più bello legato al Cus? 
Il ricordo più bello è senza dubbio legato al mio esordio in prima squadra il 20 novembre 2010, il giorno dopo il mio 19esimo compleanno, contro il Maddaloni, ma quella che mi resterà sempre impressa è senza dubbio la stagione 2014/2015 quando riuscimmo a battere squadre attrezzate per la Serie B come Lpg, Saviano e Trilem riuscendo ad ottenere un’insperata salvezza.
 
Il ruolo del portiere, soprattutto nel futsal richiede massima concentrazione e reattività, qual è il segreto per rimanere sempre al top?
Il ruolo del portiere in generale richiede concentrazione e reattività che sia calcio a 5 o calcio a 11 perché, se per un giocatore di movimento un errore potrebbe passare inosservato, quando lo commette un portiere è gol per gli avversari. Ovviamente oltre alla costanza nell’ allenamento, per essere al top, il mio consiglio è quello di seguire sempre il pallone con gli occhi e, se si è coperti, andare a cercarlo.
 
Quali credi che sia la strada giusta per raggiungere la salvezza?
La salvezza non sarà un obiettivo semplice, per raggiungerlo dobbiamo compattarci, allenarci e sacrificarci facendo in modo che la nostra tana diventi un’arma in più.
 
Il campionato ha subito un brusco stop a causa della pandemia, quali pensi che siano le conseguenze per le società dilettantistiche?
La pandemia ha lasciato tutte le squadre dilettantistiche  nel buio assoluto. Ha stoppato un apparato che muove e fa divertire milioni di persone. Perciò credo che per una società non sarà facile riprendersi da questo contraccolpo anche a causa delle ripercussioni sull’economia in generale.
 
Lasciaci con un saluto
Un saluto a tutti coloro che ci seguono sperando di poter esultare insieme quanto prima.