- Pubblicità -
Tempo di lettura: 2 minuti

Sono sette i candidati alle elezioni europee che sono in situazione di violazione del codice di autoregolamentazione. Lo ha reso noto la presidente della Commissione antimafia Chiara Colosimo nell’audizione in corso della stessa commissione da lei presieduta. In tutto, sono 20 i candidati con “problemi” segnalati alla Commissione antimafia dalla Direzione nazionale antimafia, ma la Commissione ha valutato che solo sette candidati si trovano in situazione di ‘conflitto’ con il codice di autoregolamentazione. 

I sette cosiddetti “impresentabili” sono Angelo Antonio D’Agostino (Forza Italia-Noi moderati), Marco Falcone (Forza Italia-Noi moderati), Alberico Gambino (Fratelli d’Italia), Filomena Greco (Stati Uniti d’Europa), Luigi Grillo (Forza Italia-Noi moderati), Antonio Mazzeo (Partito democratico) e Giuseppe Milazzo (Fratelli d’Italia).

Come ha riferito la presidente, nei confronti di Angelo Antonio D’Agostino, candidato al parlamento europeo per la lista ‘Forza Italia Noi Moderati Ppe’ Circoscrizione Italia meridionale “risulta emesso in data 25 marzo 2016 il decreto del gup presso il Tribunale di Roma che dispone il giudizio per il reato di cui agli articoli 319 e 321 del codice penale (corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio), e la prossima udienza dibattimentale innanzi alla II sezione penale del Tribunale di Roma è fissata al 26 giugno 2024”.

 Quanto ad Alberico Gambino, candidato per FdI nella Circoscrizione Italia meridionale, “con ordinanza dell’1 ottobre 2019 il Tribunale di Nocera Inferiore – ha spiegato Colosimo – ha dichiarato la decadenza del predetto candidato dalla carica di sindaco del comune di Pagani, essendo divenuta definitiva la sentenza con la quale era stata dichiarata la temporanea incandidabilità di Gambino, quale amministratore che ha dato causa allo scioglimento del consiglio comunale di Pagani, disposto con dpr del 26 luglio 2011, ex articolo 143 comma 1, Tuel”, ha spiegato Colosimo, risultando “in violazione dell’articolo 1, comma 2, lettera c) del codice di autoregolamentazione”.