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Avellino – La nuova campagna olearia è ormai alle porte. Anche in Irpinia, le colture a maturazione precoce della tradizione olivicola locale (Marinese, Ogliarola, Leccino) hanno iniziato il processo fenologico dell’invaiatura, il cambio di colore dal verde delle olive acerbe a quello tipico della varietà in corrispondenza del termine della maturazione. Le olive, dunque, si apprestano ad essere raccolte e ad essere trasformate in olio extravergine.

Le aspettative qualitative dell’olio che verrà prodotto sono alte, non altrettanto entusiasmanti, purtroppo, quelle sulla quantità del raccolto.

Rispetto alla scorsa campagna olivicola, vessata da danni da gelo (Burian) e da diffuse infestazioni di mosca dell’olivo, si registra un importante incremento produttivo, sebbene non risultino ancora totalmente espresse le potenzialità produttive del territorio.

La causa principale del calo è da attribuire alle condizioni climatiche della scorsa primavera, caratterizzate da temperature molto al di sotto delle medie stagionali, che hanno comportato un notevole ritardo della fioritura, avvenuta a partire solo dalla prima decade di giugno. Elevate temperature e condizioni di deficit idrico delle piante hanno, poi, condizionato negativamente il processo di fioritura, determinando la breve durata della fase fenologica e una quantità di frutti ridotta rispetto alla consuetudine.

Ma se da un lato il caldo ha compromesso la quantità delle olive prodotte, dall’altro ha favorito il contenimento degli attacchi della principale nemica dell’olivo, la temutissima mosca  “Bactrocera oleae”.

L’APOOAT (Associazione Produttori Olio di Oliva Acli Terra) anche quest’anno ha messo in campo azioni volte al miglioramento della qualità e all’incremento delle produzioni olivicole dei propri soci, nonché alla riduzione dell’impatto ambientale delle pratiche agricole, con interessanti proposte di tecniche alternative all’impiego di prodotti chimici per la lotta alla mosca dell’olivo e progetti di osservazione dell’andamento stagionale nello sviluppo del dittero.

Tutto questo per evitare, anche, interventi fitosanitari “a calendario” che, oltre a essere in molti casi   poco efficaci nel contenimento delle infestazioni, comportano un aumento dei costi di produzione e non si conciliano con le esigenze di una olivicoltura a ridotto impatto ambientale.

​L’attività è stata svolta dai tecnici della OP, Dr. agronomo Ivan Rizzitelli, il Dr. agronomo Francesco Castelluccio, Dr. Francesco Melillo e dal Per. Agr. Antonio Capolupo.

I tecnici sono adesso impegnati nelle attività di monitoraggio dell’evoluzione della maturazione delle olive, attraverso la determinazione dei principali indici idonei allo scopo, al fine di stilare calendari di raccolta da trasmettere ai soci evitando così la raccolta di olive sovramature e rischi di  decadimento della qualità dell’olio prodotto. L’impegno profuso porterà alla produzione di Tatarann, l’Olio Extra Vergine di Oliva della OP.